Oristano

La denuncia del movimento indipendentista sulle emergenze del San Martino

La situazione di grande emergenza del Pronto soccorso del San Martino e della sanità nell’Oristanese preoccupa Caminera Noa. Il movimento indipendentista denuncia le carenze dell’assistenza sanitaria (in una nota firmata dalla responsabile per il territorio di Oristano, Giulia Carta, e da Giovanni Fara del Coordinamento nazionale) e chiede il potenziamento delle strutture ospedaliere del territorio.

In particolare, Caminera Noa fa riferimento a quanto accaduto lo scorso fine settimana, quando al Pronto soccorso di Oristano l’unica dottoressa in servizio ha lavorato per 18 ore. “È successo tra sabato e domenica”, si legge nella nota diffusa, “una dottoressa è stata costretta a restare di turno per ben 18 ore per assenza di medici, ben oltre il termine massimo delle 12 ore previste dalle norme”.

“Caminera Noa”, prosegue il documento, “intende denunciare come il sistema sanitario dell’Oristanese stia ormai collassando nell’indifferenza generale, specialmente quella delle istituzioni, impegnate nella solita vuota propaganda o nel classico scaricabarile sulle responsabilità di chi ha portato la sanità sarda allo sbando. Notizie di questo genere si susseguono infatti ormai ininterrottamente. Fatti straordinari che diventano ordinari nella loro continuità, davanti a cui occorre non abbassare la testa, ma indignarsi e protestare tenacemente. Le Direzioni sanitarie pare non siano infatti più in grado di gestire le emergenze e ai cittadini non resta che sperare nella fortuna o ricorrere alla sanità privata”.

“È evidente che il problema non è il Covid”, denuncia ancora il movimento indipendentista, “ma l’assenza di assistenza sanitaria e di strutture ospedaliere adeguate e ben distribuite sul territorio. È altrettanto evidente che lo sfacelo a cui stiamo assistendo altro non sia che il risultato di decenni di politiche volte a promuovere la sanità privata a discapito di quella pubblica”.

Da qui la richiesta di un immediato cambio di rotta. Caminera Noa sollecita il “potenziamento della sanità pubblica con il ripristino dei reparti e delle strutture ospedaliere chiuse, nonché un maggiore controllo del rispetto dei diritti dei pazienti e dei lavoratori, abbandonati a se stessi e nel caos più totale giustificato con il paravento della situazione emergenziale”.

“Un alibi”, conclude la nota, “ormai buono per nascondere ogni responsabilità delle classi dirigenti che hanno governato la Sardegna negli ultimi vent’anni”.

Martedì, 8 febbraio 2022

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Fonte: Link Oristano

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