Caos e rabbia nella casa dello studente di via Biasi a Cagliari. Un gruppo di studenti universitari ha spedito, alla nostra redazione, una lettera con un lungo elenco di criticità e disservizi che, stando a quanto denunciato, andrebbero avanti ormai da mesi. I giovani sono imbufaliti e chiedono, a gran voce, un intervento da parte del l’Ersu. Ecco, di seguito, la lista dei disservizi e delle difficoltà. “È da ormai tempo che nella casa dello studente di Via Biasi ci sono problemi di ogni sorta: Esplodono tubi e l’acqua esce marrone, ergo non potabile. Sovente manca l’acqua calda e la ditta non è in grado di aggiustare in maniera efficente i danni. La situazione internet non è migliorata. Siamo costretti a comprarci le sim nonostante ci siano stati 5 mesi di tempo per sistemare la rete. I balconi restano pericolanti e inagibili. Gli operai si limitano soltanto a segnalare l’inagibilità con reti rosse senza effettuare un intervento risolutivo. Gli operai delle ditte entrano nelle camere e nei bagni sporcandoli, non rispettando le norme anti COVID e le regole basilari di rispetto degli inquilini: entrano anche di mattina presto nelle camere mentre gli studenti dormono, senza alcun preavviso e in violazione del regolamento delle case; inoltre hanno minacciato alcuni studenti di denuncia per aver protestato negli ultimi mesi. I bagni e le lavanderie con docce hanno grossi problemi: da sanitari che perdono a docce con ante rotte e ammuffite. Mobili molto vecchi che neanche si chiudono. Le prese di corrente delle aule studio sono staccate e pericolanti. A causa di questi problemi le condizioni igienico-sanitarie sono precarie. Dagli infissi entrano spifferi d’aria al punto che a volte si aprono da soli. La metà delle piastre presenti nelle varie cucine non sono funzionanti. La chiusura delle cucine di notte implica una sanificazione, che l’ente ha delegato a noi studenti perchè la ditta preposta non sanifica. Per questo chiediamo almeno la riapertura notturna delle cucine. Alla nostra richiesta di intervento per la rimozione di un alveare di api situato al 4° piano, l’ente ha inviato una ditta di disinfestazione, la quale ha ucciso con DDT le migliaia di api, in maniera illegale e oltrettutto senza risolvere in alcun modo il problema. Abbiamo reso noto più volte all’ufficio alloggi che ci sono degli inquilini allergici. Essendo ormai stufi di vivere in condizioni disastrose e avendo pagato tramite borsa di studio anticipatamente la quota di affitto, pretendiamo che i lavori siano svolti in tempistiche adeguate, altrimenti ci vediamo costretti a chiedere un indennizzo per i servizi basilari che ancora non ci vengono garantiti. Siamo stanchi di essere trattati come topi in una fogna”. Foto: archivio

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