Ha patteggiato 3 anni il giovane che, due anni fa, alla guida di un’auto e sotto l’effetto di droga, dopo aver invaso la corsia opposta della Ss 126 all’altezza di Iglesias, si è scontrato con un’altra auto. L’impatto fu tremendo: Alessio Riccaboni, passeggero dell’auto guidata da Zedda, era morto al Brotzu. Il guidatore dell’auto, Alessandro Zedda, 24enne di Iglesias, è stato condannato oggi dal gup del tribunale di Cagliari, Giorgio Altieri. Oltee alle altre sanzioni amministrative del caso, Zedda ha patteggiato tre anni, pena per la quale non è prevista la sospensione condizionale: in fase esecutiva chiederà comunque misure alternative alla detenzione in carcere.Lo schianto fatale si è verificato l’11 marzo 2018, una domenica, in pieno giorno, alle 11:30. Alberto, che viveva anche lui con la sua famiglia a Iglesias, assieme ad altri tre compagni di squadra stava rientrando a casa da una partita di calcetto su una Nissan Note guidata, appunto, da Alessandro Zedda, che procedeva lungo la Statale 126 in direzione Iglesias quando all’improvviso il conducente, al km 30+200, nel territorio comunale di Gonnesa, in prossimità di una curva a visuale libera, ha invaso la corsia opposta scontrandosi frontalmente, a una velocità di circa 80 chilometri orari, con una Citroen Xsara in arrivo nella direzione contraria di marcia, condotta da un quarantaseienne di Gonnesa e con a bordo la figlioletta che all’epoca aveva dieci anni. Purtroppo il violento impatto è costato la vita a Riccaboni, che si trovava sul sedile posteriore della Nissan e che ha riportato un trauma cranico con frattura esposta fronto-parietale destra: il giovane è stato trasportato in condizioni disperate all’ospedale di Brotzu dove però l’indomani, 12 marzo, il suo cuore ha cessato di battere. Anche tutte le altre persone coinvolte hanno riportato seri traumi e fratture, in particolare i due occupanti della Xsara, con prognosi anche pesanti, ma loro, almeno, si sono salvati.Ad aggravare la posizione dell’imputato, gli esami tossicologici a cui è stato sottoposto che hanno dato esito positivo: dunque, il pm titolare del procedimento, Marco Cocco, lo ha indagato per omicidio stradale con l’aggravante di aver causato la morte di una persona mettendosi alla guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Il suo legale già nell’aprile 2018 aveva già chiesto di patteggiare due anni ma la pena non era stata ritenuta congrua dall’allora gup che aveva invitato a rivalutarne il calcolo. Successivamente, l’avvocato del 24enne aveva chiesto di rinunciare alla richiesta di patteggiamento, il giudice aveva rigettato l’istanza e ritrasmesso il fascicolo al sostituto procuratore che, con atto del 27 maggio 2019, ha quindi chiesto il rinvio a giudizio del ventiquattrenne per i reati di cui all’articolo 589-bis commi 1 e 2 c.p. “perché, conducendo con imprudenza e imperizia il suo autoveicolo, che recava il battistrada degli pneumatici anteriori gravemente usurato e trovandosi in stato di alterazione psicofisica conseguente all’assunzione di sostanze stupefacenti ai sensi dell’articolo 187 D. Lgs. 282/1992, cagionava per colpa la morte di Alberto Riccoboni, trasportato nello sesso veicolo”, nonché il ferimento di altre quattro persone. In relazione alla richiesta il gup aveva fissato l’udienza preliminare del processo che però è stata rinviata più volte, praticamente quasi per un anno, causa Covid.I familiari della vittima, per essere assistiti, attraverso il responsabile della sede di Cagliari, Michele Baldinu, si sono affidati alla società Studio3A-Valore S.p.A., e nel frattempo sono stati integralmente risarciti dalla compagnia di assicurazione della Nissan. Oggi si è definitivamente chiuso anche il capitolo penale con la nuova richiesta di patteggiamento. “La mamma e il papà di Alberto, nel loro immenso dolore, dopo la sentenza si sono astenuti da qualsiasi commento”.

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