Hanno inscenato una protesta dopo un tam tam sui social network e vari comunicati stampa, gli attivisti di Cagliari Social Forum e dell’Usb Cagliari. In trenta si sono ritrovati fuori dal tribunale di Cagliari per contestare la “richiesta di archiviazione per i cinque capi militari accusati di omicidio colposo, lesioni gravi in concorso e disastro ambientale nella base militare di Teulada”. La vicenda è nota, ed è legata a quella “Penisola Delta” di quattro chilometri totalmente in mano alle stellette. Le indagini sono state svolte dal pm Emanuele Secci, oggi il gip potrebbe decidere di archiviare tutto. Nel comunicato diramato dalle associazioni si legge chiaramente che “è molto unga la lista delle persone che hanno firmato gli esposti, una storia di inquinamento, tumori e morti, una storia che lo stesso pm ha accertato in anni di indagini preliminari e perizie commissionate, ma non sufficienti per mandare a processo i vertici militari sotto accusa. Per il magistrato inquirente non è colpa di nessuno”, tuonano i rappresentanti delle associazioni, del sindacato Usb e gli antimilitaristi.“Siamo qui per fare pressione e evitare che ci sia l’archiviazione contro questi crimini, appurati dalle inchieste”, tuona Enrico Rubiu dell’Usb. “La Sardegna non ha bisogno di occupazione militare, non porta nessun beneficio. Serve un altro sviluppo, basato su agricoltura, turismo e pesca”. Tornando alla vicenda giudiziaria, se il gip dovesse archiviare tutto? “Non lo accetteremo, sarebbe immorale: chi è colpevole deve pagare, pare che per certa gente ci sia una sorta di liberatoria”. Rosalba Meloni del Cagliari Social Forum: “Usano ogni tipo di armamento e non sono obbligati a comunicarlo. Mentre si va verso la proposta di archiviazione per alcuni responsabili avremmo voluto una presa di posizione da parte dei nostri rappresentanti, invece è stato da poco rinnovato il contratto col nuovo responsabile della base di Teulada, con abbracci e sorrisi da parte del nostro governatore che dice che va tutto bene, basta che liberino le spiagge. Ma se il mare è inquinato, non porterò mai i miei figli o i miei amici lì, non devo rischiare la mia vita. I miliari? Vadano via, la smettano di costruire e usare bombe”.

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