I saldi? Come se non esistessero, o quasi. La grave crisi che sta colpendo le famiglie cagliaritane non fa sconti nemmeno a chi propone sconti. Gioco di parole a parte, c’è più che altro spazio per la disperazione mista a preoccupazione anche per chi vende scarpe in città. Green pass base obbligatorio e pochi soldi in tasca: eccolo, il mix letale che strangola anche i venditori di calzature. I cartelli con le percentuali non attirano, bene che vada si stanno facendo gli stessi, magri, incassi di un anno fa. E le lamentele non mancano: se serve la certificazione verde in un negozio del centro la stessa non viene richiesta negli ipermercati dove, insieme a una cassa d’acqua e a due chili di spaghetti è possibile anche acquistare un paio di snickers o di scarpe eleganti. Luigi Ciaccia, dal suo negozio di via Cocco Ortu, lo dice chiaramente: “Affari molto in calo, addirittura si stanno lamentando anche i boxisti del mercato. Il green pass non richiesto negli ipermercati? Mi danneggia, lì può entrare chiunque mentre da me solo due persone. Non ho capito il perché”, dice, sbuffando, Ciaccia. “Affari in calo del 50 per cento, ho lavoricchiato solo la prima settimana dei saldi, poi zero. Vendo scarpe da 59 a 63 euro scontate, in pelle, sono di qualità. La gente ha pure paura di entrare”, e il negoziante deve rispettare le regole: “Ha il green pass? Prego, entri”.Da via Garibaldi la musica non cambia, come racconta Omar Scalas: “Febbraio è sempre stato difficile, con tutte queste restrizioni si vede meno gente in giro e le possibilità di lavorare diminuiscono”. Capitolo green pass: Scalas deve fare controlli a campione, a differenza degli ipermercati: “Un danno che si ripercuote anche sulle persone, sanno di questa restrizione e rinunciano in partenza ad andare per negozi. Un altro freno negli acquisti, sono privilegiati quelli che lavorano nei centri commerciali, le persone si riversano lì. Tutti i giorni c’è qualcuno che si lamenta del green pass e di queste regole che mi vedono sempre più ostacolato”. E, a un mese dall’inizio dei saldi, rispetto all’anno scorso “non ho avuto cali di vendite. Non andava bene l’anno scorso e non va bene quest’anno. Mi auguro solo che sia un qualcosa di legato alla pandemia, la città è comunque più vuota, non è un bel segnale. I miei prezzi sono già bassi, riesco a malapena a sostenere le spese che sono alte e che dovranno ancora crescere. Ultima bolletta della luce? Trecento euro, incremento di più del trenta per cento: ma il peggio deve ancora arrivare”.

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