“La mia è una unità di antiterrorismo creata dopo le emergenze terroristiche del 2015 che hanno colpito l’Europa. Non si occupa soltanto di questa minaccia, infatti partecipano ed assistono l’unità dell’arma territoriale nelle operazioni di polizia particolarmente delicate, quelle che riguardano situazioni con barricati o l’arrestato di soggetti particolarmente pericolosi.  Fortunatamente le squadre operative di supporto non sono intervenute in attività di contrasto in strada al fenomeno terroristico, l’Italia è uscita in una condizione diversa, fortunatamente, rispetto ad altri paesi europei; per adesso non sono accadute situazioni di particolare crisi.  C’è stato un grande impiego della nostra unità per operazioni di supporto all’arma territoriale; l’antiterrorismo è un’attività preventiva, i nostri uomini pattugliano le strade e sono sempre pronti ad intervenire. Le attività di polizia giudiziaria invece sono attività che quasi sempre vengono programmate e in questo tipo di programmazione viene inserita anche la SOS. Di recente sono intervenuti in una azione che ha avuto una risonanza mediatica importante, denominata Maddalena, abbiamo arrestato un indagato facente parte di un sodalizio debito all’assalto dei portavalori, un soggetto molto pericoloso e nella perquisizione che è seguita all’irruzione abbiamo rinvenuto armi e anche diverse migliaia di euro”.Le ultime operazioni avvenute: “Ha riguardato una delicata operazione dove c’erano anche degli ostaggi, avvenuta il 19 di dicembre: un soggetto in evidente stato di alterazione psicofisica si è barricato nella propria abitazione minacciando di far esplodere una bombola di gas. Insieme a lui vi erano anche tre familiari e grazie alla collaborazione dei vigili del fuoco, che ci hanno messo a disposizione un carrello elevatore, abbiamo fatto irruzione dalla finestra e lo abbiamo immobilizzato.  Gli ostaggi erano visibilmente spaventati, questo fatto è successo a Cagliari in via Filia. Martedì invece abbiamo eseguito un’operazione a Pirri in cui un soggetto si era barricato in casa, fortunatamente non c’erano ostaggi, e siamo riusciti a entrare grazie a una copia di chiavi fornita dal fratello. Lo abbiamo immobilizzato senza che nessuno si facesse male e per noi questo è molto importante; il nostro obiettivo è che in questo tipo di operazioni nessuno si faccia male, le persone che si trovano a essere la minaccia spesso e volentieri sono persone con disagi, sono deboli, hanno bisogno di aiuto è per noi l’obiettivo è che nessuno si faccia del male”.“I ragazzi che fanno parte di questo team sono persone altamente addestrate, professionisti; la selezione per entrare è doppia perché militari che aspirano in questo incarico vengono selezionati nella antisommossa e poi addestrati. Noi siamo la squadra che interviene in occasioni delicate, non in attività ordinaria e quando capitano bisogna risolverle e con la massima lucidità è professionalità.Ci occupiamo anche di attività relative alla scorta dei vaccini. Il 24 dicembre abbiamo scortato i vaccini della Pfizer affinché il carico raggiungesse il Brotzu e tutti gli ospedali dalla Sardegna, sino a Sassari”. Com’è l’ambiente cagliaritano? “Non c’è un ambiente più o meno pericoloso in Italia, in realtà può accadere che in grandi città come Roma, Milano e Napoli per lunghi periodi non succeda nulla, così come in piccole città come Cagliari accada, invece, tutto insieme come si è verificato negli ultimi due mesi che per noi sono stati particolarmente intensi.  C’è stato un incremento ed è un qualcosa che ci dà un segnale, qualcosa è successo, insomma, e quando le cose accadono tutte insieme significa che una causa c’è. È un momento difficile per tutti, un momento complesso, un momento in cui c’è bisogno di uno sforzo comune e bisogna mantenere la calma da parte di tutti e avere fiducia nel futuro. Rivolgo un invito agli ascoltatori: abbiate fiducia nell’arma dei Carabinieri, nei confronti delle disposizioni del governo, rispettate le normative anticovid perché solo così, in questo modo, facendo uno sforzo e stringendo i denti riusciremo a farcela. È importante, perché l’agitazione porta ad un’isteria di massa e questi comportamenti vanno a generare squilibrio in tante persone che magari sono deboli e hanno bisogno di maggiori attenzioni, di essere seguite; un clima di agitazione, di incertezza, non fa altro che aumentare questi fenomeni. Quindi bisogna mantenere la calma”.Un prezioso consiglio da non scordare mai: “Chi si trova in una situazione dove si è bloccati, bisogna mantenere la calma, possibilmente non prendere iniziative; è chiaro che dove si presenta una via di fuga l’opzione più consigliabile è quella di cercare di scappare ma rappresenta sempre un rischio, soprattutto per le persone più anziane e indifese. Il messaggio è quello di non prendere iniziative, quindi di aspettare l’intervento delle forze di polizia che sono preparate a questo genere di situazioni di emergenze. I nostri operatori sono dei professionisti veramente in gamba che hanno studiato e si addestrano costantemente per affrontare questo tipo di emergenze”. Mantenere la calma, quindi, non agitarsi, “perché l’agitazione del singolo può provocare l’agitazione anche negli altri, sia in questo contesto come nel comune: in ogni situazione di emergenza bisogna sempre mantenere la calma”.Risentite qui l’intervista a Pietro Francesco Marra del direttore Jacopo Norfo e di Paolo Rapeanuhttps://www.facebook.com/castedduonline/videos/1895897230565408/e scaricate gratuitamente l’APP di RADIO CASTEDDUhttps://play.google.com/store/apps/details?id=com.newradio.radiocastedduonline

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