Impianti di estrazione delle cucine dei locali e schiamazzi notturni: rumore infernale alla Marina.  confortare, si fa per dire, le lamentele dei residenti del rione che da tempo denunciano notti insonni a causa della malamovida, c’è anche una relazione tecnica dell’Arpas, diramata pochi giorni fa, che attesta  i livelli di rumore rilevati nell’agosto scorso tra vico Barcellona e via Napoli, “in un contesto ritenuto relativamente “tranquillo”, scrivono i residenti del comitato.

 

Il livello di rumore notturno accertato (62,5 decibel) supera di ben 18,6 volte quello massimo consentito (50 decibel). “Per rendere l’idea della gravità”, denuncia il presidente Marras, “è come se in una strada con limite di velocità di 100 Km all’ora uno spericolato autista sfrecciasse a 1.860 Km all’ora. Una velocità che si può raggiungere solo con un aereo supersonico. Se vi sembra poco. Non solo è stato superato il livello di rumore massimo ammesso (50 decibel) ma anche il livello di attenzione (55 decibel) e di ben  8 volte. Un livello di rumore, quello di attenzione, che se superato espone a rischio grave la salute e la vita delle persone e l’ambiente.

La Relazione tecnica dell’ARPAS ha messo in luce che anche i livelli differenziali di rumore (che hanno misurato la differenza di rumore prima e dopo la chiusura dei pubblici

esercizi) sono stati nettamente superiori a quello di legge (3 decibel). Infatti di fronte a un livello differenziale massimo ammesso di 3 decibel, unico in tutta l’Italia, sono stati certificati livelli differenziali di 10-15,5 decibel a finestre aperte e di 11-12 decibel a finestre chiuse. Quindi un livello differenziale di rumore superiore sino a 12,5 decibel rispetto a quello consentito.

Questo ultimo dato documenta e prova, al di là delle doglianze e delle sofferenze esplicitate dai residenti, che in Marina non è possibile vivere e dormire.

Di fronte all’eloquenza di questi dati, che arrivano a poche settimane da quelli altrettanto gravissimi del quartiere Stampace, il Sindaco, responsabile della salute dei cittadini, non può tergiversare o tentennare come ha fatto sino ad oggi ma deve agire con tempestività

ed urgenza. Glielo impone la legge. Non ha altra scelta. Il sindaco se non agisce con gli strumenti a lui conferiti, come l’ordinanza contingibile ed urgente, espone il Comune (già condannato dal Tar per inquinamento acustico ambientale) a conseguenze anche gravi sul piano civile (sono pendenti diversi processi per risarcimento danni) ed espone se stesso a responsabilità penale stante i documentati effetti deleteri dell’inquinamento acustico sulla salute dei suoi cittadini di cui è obbligato a prendersi cura.

Il silenzio irresponsabile della Giunta e delle forze politiche su questa delicata materia sconvolge e allarma, ancor più se si considera che l’AEA -Agenzia  Europea per l’Ambiente ha di recente attestato in 12 mila i morti per inquinamento acustico nel 2019 e che l’OMS- Organizzazione Mondiale della Sanità ammonisce costantemente che” il rumore uccide ed è causa di malattie gravi e invalidanti”.

 

Tutti conoscono in città le proposte del “Comitato Rumore no Grazie” per uscire dall’incubo dell’inquinamento acustico ambientale. Ma nessuno conosce le proposte del Governo della città e dei gruppi consiliari. Gruppi che, ripetutamente sollecitati ad un confronto, mai hanno manifestato una loro disponibilità. A proposito da tempo ci chiediamo: “Che fine ha fatto l’opposizione in Consiglio?”. La città si attende azioni ben più efficaci di qualche simpatico ma sterile flash mob da chi, stando all’opposizione, legittimamente aspira a tornare al governo da cui è stato allontanato anche a causa della sua disastrosa politica ambientale.

Mentre il Covid bussa di nuovo funestamente alle porte, invitiamo il Consiglio a revocare la sconsiderata deliberazione del mese di maggio che ha reso possibile il raddoppio dei posti a tavola, l’incremento di pericolosi assembramenti, l’aggravamento dei problemi di sicurezza, anche sanitari. E per di più in quartieri come Stampace e Marina da anni in criticità acustica,  in “emergenza sanitaria” e in attesa decennale di un obbligatorio Piano di Risanamento Acustico, che è la  prova più tangibile dell’esistenza dell’inquinamento.

Il tutto nel tempo in cui la Regione continua a disattendere, oggi come ieri, all’obbligo ineludibile di nomina di un Commissario ad acta per rimediare alle irresponsabili inadempienze del Comune di Cagliari”.

L'articolo Cagliari, schiamazzi notturni e impianti di aerazione: alla Marina dormire è impossibile proviene da Casteddu On line.

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