Lo sciopero generale del mondo scolastico coinvolge anche la Sardegna e, in piazza del Carmine a Cagliari, una cinquantina di docenti danno vita a un sit-in di protesta insieme a Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda. Le ragioni? Oltre a quella “storica” della stabilizzazione dei precari, sono legate alla ripresa delle lezioni a settembre. Il “no” alle barriere in plexiglass è netto: “Bisogna ridurre il numero degli alunni per classe, gli spazi non saranno sufficienti e allora bisogna garantire che in ogni Comune sardo ci sia almeno una scuola dell’infanzia e una primaria”, afferma il segretario regionale della Flc Cgil, Emanuele Usai. “No alle barriere in plexiglass, gli alunni non possono stare chiusi in scatola, la scuola è, principalmente, un luogo di socialità. Bisogna ripartire in sicurezza e garantire la crescita sana dei bambini”. Molti i docenti contrari alle ipotesi della ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. Il “ritornello” è identico: “Tenere i bambini confinati in scatole per cinque o sei ore è sbagliato, meglio puntare sui doppi turni e su nuove aree nelle quali svolgere le lezioni”. Casteddu Online ha raccolto le loro voci, è possibile leggere gli articoli nelle prossime ore sul nostro sito www.castedduonline.it 

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