Cagliari, più passeggiate che acquisti in via Garibaldi e via Manno: è ancora crisi

Il pienone c’è stato, sì, ma per quanto riguarda la gente in giro. Sfruttando una mattina del 2 giugno col sole, prima delle nuvole e della pioggia del pomeriggio, tanti cagliaritani e sardi hanno passeggiato tra piazza Garibaldi e piazza Yenne. In mezzo ci sono le due vie storiche dello shopping, con quasi tutti i negozi aperti. In via Garibaldi appena due serrande abbassate (in un caso si è trattato di un negozio ‘aperto per inventario, niente vendite’), mentre in via Manno c’era qualche serranda abbassata in più. Molti hanno proposto sconti anche sino al 50%, “ma non sono saldi, è solo per invogliare la gente a comprare”, ma è proprio questo il punto. Tra le dieci e le undici e trenta è stato sufficiente fare avanti e indietro dieci volte tra via Garibaldi e via Manno per accorgersi che erano più le mani libere che quelle “occupate” da buste. E, a parte qualche raro caso, non c’era nessuna fila per entrare nei negozi. Il Comune ha organizzato il gelato gratis per tutti i bambini alla Marina, nel pomeriggio. Altri eventi? Non pervenuti. E così, tra commesse e titolari di negozi di abbigliamento, gioiellerie e articoli per la casa, la mattinata sembra essere scivolata senza grandi sussulti. E, in vista dell’estate, c’è chi suggerisce iniziative differenti sia rispetto alle recenti – e mandate in soffitta – Notti Colorate, sia per il ritorno dello Shopping sotto le stelle.

Giorgio Perra è il titolare di un negozio di scarpe e vestiti per donna in via Garibaldi: “Gli affari non vanno ancora a cento all’ora, sto proponendo meno roba ma più mirata. I prezzi aumentati? No, sono giusti, come prima. Shopping sotto le stelle? E che differenza c’è” con Notti Colorate? “In estate bisogna farci aprire tutti sino alle 22:30, non un solo giorno, ma tutti i giorni, per dare l’opportunità alla gente di fare shopping nelle ore più fresche. Noi negozianti, non vogliamo beneficenza o sussidi, chiediamo solo di combattere ad armi pari col web. Perchè online le tasse sono al cinque per cento e noi, invece, siamo tartassati? Siamo stanchi di essere penalizzati”. Gianni Simonetti, ottant’anni portati benissimo, è uno dei commercianti più datati di via Garibaldi, e propone scarpe femminili: “Da novanta giorni incassi pari a zero, abbiamo fatto solo qualche scontrino ma anche ieri, e sabato, zero euro. Se il Governo non mette liquidità nelle tasche delle aziende sarà un disastro totale. Sto proponendo sconti anche del 60 per cento ma non si muove nulla, la gente è stata terrorizzata, dopo una vita di lavoro tutto è distrutto. Abbiamo lavorato, negli ultimi mesi”, ovviamente prima dello stop per Coronavirus, “con i turisti. Se non arrivano nemmeno loro siamo a zero”.

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