Via al processo di beatificazione per padre Puggioni, il missionario gesuita amatissimo dai cagliaritani. Dopo la richiesta ufficiale della “Associazione Amici di p. Puggioni SJ” (attore della causa) dello scorso 11 dicembre, l’arcivescovo di Cagliari, monsignor Giuseppe Baturi, ha nominato il postulatore della causa Agostino Ruzzu, «ritenendo opportuno dare l’avvio alla causa diocesana di beatificazione e canonizzazione del servo di Dio p. Giovanni Puggioni (SJ)».

“Questo significa che si entra nel vivo della fase diocesana della causa”, spiega il gesuita Guglielmo Pireddu nella pagina Facebook di Operazione Africa, “a breve verranno nominati i periti storico-archivistici ed i consulenti teologi; appena avvenute queste nomine, potrà finalmente aprirsi il processo, curato dal Tribunale Diocesano di Cagliari.

Verranno così interrogati i testimoni degni di nota; anche se, a causa dell’alto numero di testimoni, che non potrà che accrescersi a motivo della notorietà di padre Giovanni, questa inchiesta potrebbe durare diversi anni”.

Padre Puggioni nasce a Borore il 16 giugno 1922. Consacrato sacerdote ad Alghero il 12 agosto 1945, entrò nella Compagnia di Gesù nel 1945, e dopo aver concluso la formazione teologica in Piemonte, viene poi destinato in Sardegna (Bonorva, Nuoro, infine Cagliari nella residenza di S. Michele, dove svolgerà la parte più feconda del suo intenso apostolato). Negli anni sessanta, quale responsabile regionale della Lega Missionari Studenti, inizia i viaggi nello Zaire, accompagnato da giovani volontari. Nel 1973 lancia la campagna “Operazione Mosango” che porterà alla costruzione del reparto di pediatria, il cosiddetto “Padiglione Sardegna” nello Zaire. La sua attività missionaria proseguirà negli anni successivi con la costituzione dell’associazione “Operazione Africa Onlus”, con la quale ha sostenuto numerosi missionari sardi in diversi continenti, e contribuito alla realizzazione di una serie di scuole e di strutture sanitarie, soprattutto nella R.D. del Congo, in Madagascar, in Ruanda. Complessivamente, effettuerà ben 18 viaggi missionari in vari paesi africani.
A Mosango, oltre alla realizzazione del “Padiglione Sardegna” va ricordato per la ristrutturazione della Maternità, per la realizzazione dell’acquedotto che approvvigionava l’intero ospedale ed il villaggio dei lebbrosi, oltre alla realizzazione di una scuola primaria modello. Sempre nella R.D. del Congo, ma a Tumikia costruì il Liceo professionale Kutomisa, un dispensario ed un orfanotrofio; a Budjala costruì una scuola professionale di 17 aule; a Polongo un altro grosso dispensario; a Jakamba fu realizzato un padiglione per tubercolotici. In Ruanda entrò in contatto con l’orfanotrofio di Nyundo, in cui diede assistenza agli orfani, vittime del tremendo genocidio del 1994, costruendo loro una grossa falegnameria. In Brasile lanciò “l’Operazione Esperança”, con la quale sostenne centinaia di giovani nello stato poverissimo del Maranhao..
Oltre che per l’attività missionaria va ricordato per l’intensa opera spirituale che ha svolto in tutta la Sardegna per oltre cinquant’anni. Tanti lo ricordano per le sue qualità umane di accoglienza e di accompagnamento spirituale.
Dopo essere stato colpito da grave malattia nel 2003 morì a Milis il 18 febbraio  2009.

 

L'articolo Cagliari, padre Puggioni verso il cielo: via all’indagine per la beatificazione proviene da Casteddu On line.

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