Il Comune, dopo aver rilasciato le concessioni nei parcheggi per la sistemazione di tavolini e sedie per la somministrazione di cibo e bevande all’aperto, le ha revocate. Ma i residenti del corso Vittorio Emanuele II, che avevano salutato favorevolmente il provvedimento, ora sono su tutte le furie. Perché le pedane sono ancora al loro posto. Inutilizzate. Ma capaci di sottrarre preziosi posti auto agli abitanti della zona e ai clienti delle altre attività.Secondo Adolfo Costa, presidente del comitato degli abitanti del Corso, al Comune fanno “orecchie da mercante”, utilizzando la formula dello “ scarica barile “.“Nel mezzo, oltre ai ristoratori, ci sono i residenti che iniziano ad essere stanchi di dover subire passivamente scelte che definire scellerate è eufemistico”, aggiunge, “il comitato dei residenti del corso si unisce alle proteste che giungono allo stesso comitato da cittadini che vivono negli altri quartieri cagliaritani e che lamentano la mancata applicazione dell’ordinanza di rimozione delle pedane”.Nel mirino anche “lo stato di pericolo di diverse postazioni dove le pedane insistono con barriere fatiscenti e spazi fuori norma rispetto a quelli concessi”.Lamentata anche “la mancanza di un regolamento che possa gestire in modo definitivo le richieste delle parti affinché Attività produttive e residenti possano convivere armoniosamente nel rispetto rigoroso dello stesso regolamento”.Infine in assenza di una convocazione da parte del comune di Cagliari dei cittadini residenti e delle attività produttive “per porre fine all’annosa vicenda, il comitato dei residenti procederà autonomamente , utilizzando anche il ricorso alle vie legali nei confronti di coloro i quali in disprezzo alle norme vigenti , continua ad operare e con la chiamata in causa anche del comune di Cagliari per la mancata vigilanza del rispetto delle norme .

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