Ha lasciato il Cagliari in serie A con un ultimo bottino di 16 reti prima di andare all'Udinese. Ma con i rossoblu è andato anche in B per poi risalire in un anno. Forse anche per questo Roberto Muzzi è stato chiamato 23 anni dopo in Sardegna. Questa volta dal presidente Tommaso Giulini. Questa volta non come bomber (anche se nella prima partita a Cagliari aveva giocato più o meno nella posizione di Bellanova) ma come club manager. "Il primo a chiamarmi è stato il presidente Giulini - ha raccontato in conferenza stampa - con lui ci conosciamo e sentiamo da anni: chiedendomi di tornare mi ha regalato una grande gioia, ho accettato senza pensarci perché amo Cagliari. Qui ho cresciuto i miei figli, sono diventato uomo e calciatore. A questa città devo tutto, sento la responsabilità di riportarla dove merita".

La sua esperienza al servizio della squadra. "Ho vissuto il dolore di una retrocessione sulla mia pelle, so cosa si prova. Quando è capitato a noi siamo risaliti l'anno successivo perché siamo rimasti compatti - ha ricordato - Ai giocatori voglio trasmettere l'importanza di valori come l'umiltà, il sacrificio e la dedizione al lavoro. Testa bassa, parlare poco e sudare tanto è il consiglio migliore che posso dare".

Nandez, Joao Pedro, Rog e tutti quelli che vogliono andare via? "Sono rimasto dopo la retrocessione del 96/97 perché mi sentivo colpevole. Ho fatto una scelta, ma non siamo tutti uguali. Io con loro ho parlato, spero anche rimangano, si stanno allenando con concentrazione. Non parlo però di mercato, però posso assicurare che i giocatori che prenderemo sapranno che prima di tutto conterà mettere il cuore in campo, dovranno dare tutto per la maglia". I tifosi? "Spetta a noi riconquistare la loro fiducia. Io da tifoso sono amareggiato, mi metto in mezzo, ma sono sicuro che ci supporteranno in questa ricostruzione".

Vecchie amicizie. "Conosco mister Liverani da compagno di squadra, ci stimiamo e rispettiamo e questa è la cosa fondamentale. Io, lui e anche Fabio Pisacane abbiamo un carattere focoso. Cercheremo di trasmettere la nostra carica allo spogliatoio, consapevoli che ci aspetta un campionato di serie B complesso e che contro di noi gli avversari daranno sempre il massimo". Il ruolo? " Nuovo anche per me. Trovarmi al fianco di un uomo d'esperienza come il direttore Capozucca è un'opportunità per crescere e imparare, la sua presenza è stata fondamentale nella mia scelta. Il presidente Giulini ha creduto in me e io proverò a ricambiare mettendoci passione e impegno, farò di tutto per proteggere la squadra quando necessario. Mi sento un ragazzino con tanta voglia di iniziare". 
   

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Fonte: Ansa Sardegna

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