La metropolitana che collegherà viale Diaz con Marina Piccola si porterà via 253 alberi tra querce, jacarande e soprattutto pini. Come ha affermato l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente Gianni Lampis, querce e carrubi, ginepri e palme che si trovano sul tracciato “dovranno essere espiantati e trapiantati possibilmente in prossimità del tracciato o in aree limitrofe, previo accordo con l’Amministrazione comunale di Cagliari ed il servizio Tutela del paesaggio”.La relazione sul verde li definisce “alberi interferenti”. Molte piante saranno trasferite anche se la relazione dell’Arst ammette che “le operazioni di trapianto risultano sempre problematiche e comunque un trauma per le piante”, ma il direttore generale dell’azienda regionale Carlo Poledrini assicura che non ci sarà nemmeno un albero in meno alla fine dei lavori.Il progetto riguarda il destino di 253 piante tra viale Poetto (aiuola centrale di fronte parcheggio Marina Piccola, aiuola centrale e  lato sinistro di fronte alla caserma “Attilio Mereu”), sul Ponte Vittorio, in viale Campioni d’Italia, viale Diaz (aiuola centrale, piazza Caschili e lato piazza Marco Polo) e infine nella curva tra viale Ferrara e via Raspi. Si tratta di 100 pini, 81 querce, 33 jacarande, 23 ginepri, 8 palme, 4 eucalipti, 3 cipressi e 1 carrubo.Il verde compensativo. In sostituzione delle piante abbattute l’Arst pensa a un piano di “verde compensativo”. Nuove piante che saranno sistemate in piazza Marco Polo, piazza Caschili, nell’area verde di Viale Campioni d’Italia 1969/1970, tra via Vespucci e via Carta Raspi, tra viale Ferrara e via San Bartolomeo  e al capolinea di della metroleggera di Marina Piccola. In più viene ipotizzato nuova vegetazione nell’ambito della riqualificazione di Marina Piccola e nella realizzazione del nuovo stadio Sant’Elia.Piante e scenografie multicolori. “Le nuove aree a verde”, si legge nella relazione dell’Arst, “dovranno essere utilizzate, per ospitare, in primo luogo le essenze trapiantate e, in seconda istanza, nuovi impianti, oltre alla messa a dimora di specie arboree di basso fusto autoctone, resistenti alla siccità, disposte lungo i percorsi, per valorizzare le specie reimpiantate e creare dei percorsi aromatici dalla forte connotazione mediterranea. Le diverse specie saranno disposte planimetricamente in maniera non casuale ma creando giochi di colore e di profumo per i fruitori dell’area. La dislocazione delle essenze seguirà l’obiettivo di creare delle quinte scenografiche “multicolori” apprezzabili in ogni stagione”.

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