I bivacchi ci sono ancora, ma il calo è certificato da chi frequenta per motivi di svago o di lavoro, ogni giorno, piazza del Carmine a Cagliari. La ricetta del Comune, che ha dato il suolo gratis ai gestori dei locali per aiutarli dopo l’emergenza Covid sembra essersi rivelata una mossa giusta. Le famiglie stanno tornando e, tra ombrelloni e tavolini, la piazza è frequentata dalla mattina alla sera. Certo, forse per attendere davvero la “verità” sulla rinascita di quello che, per troppo tempo, è stato l’ex salotto buono della città, bisognerà attendere la fine dell’estate, quando i ritmi lavorativi torneranno ai livelli standard. Ma, intanto, tutte le premesse, o quasi, sono buone. Isidoro Floris ha 70 anni: “La piazza è un po’ migliorata, magari si possono mettere altri tavolini e anche bancarelle che espongano vari prodotti, così c’è anche la possibilità di lavorare. Cinquant’anni fa era più popolata, molti tassisti del Campidano si fermavano qui. Vanno bene anche gli eventi musicali”, sottolinea, “senza attrazioni la gente non si ferma”.

Nicola Baccoli, a dicembre 2019, ha aperto un locale food proprio in piazza del Carmine: “Rispetto a prima non c’è paragone, adesso la situazione è migliorata di almeno il cinquanta per cento. Ci sono ancora dei bivacchi e c’è qualche sbandato, ma in tanti se ne sono andati altrove forse, anche, perchè venivano osservati dai clienti”, afferma. “C’è ancora da fare, è necessaria più vigilanza. Solo così sarà possibile creare eventi musicali, vogliamo organizzarne uno in grande stile a settembre. Sono riuscito a mettere una ventina di tavolini, con me lavorano dodici persone. Finalmente è possibile bere un drink la sera, all’aperto, e sentire la musica diffusa dalle casse: piazza del Carmine deve essere ancora trasformata, deve diventare una zona della movida”.

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