Cagliari, la battaglia di Angelo Cremone: “Sto bene ma fatemi comunque il tampone o disobbedirò e uscirò di casa”

È famoso per le sue battaglie ecologiste, Angelo Cremone. Da qualche settimana, però, il politico sardo (è stato candidato a sindaco alle ultime Comunali a Cagliari) ha, tra i suoi “pallini” principali, quello del Coronavirus. L’ultimissima sua azione? Una lettera, inviata al prefetto di Cagliari, al sindaco Truzzu, al presidente della Regione Solinas e addirittura al premier Giuseppe Conte. L’oggetto della missiva? “Richiesta per essere sottoposto ad analisi tampone o sierologica. In alternativa si dichiara azione di disobbedienza civile all’obbligo di stare in casa”. In pratica, Cremone chiede di poter avere la certezza totale di non essere stato raggiunto dal virus: “Sto bene”, precisa sin da subito il leader politico dell’associazione “VerdeSardegnaPulita”, ma, tra vedere e non vedere, chiede un controllo totale. Ecco, di seguito, la sua lettera:

“Il sottoscritto Angelo Cremone, coordinatore regionale dell’ associazione “VerdeSardegnaPulita”, si rivolge alle autorità istituzionali in indirizzo, chiedendo di essere sottoposto all’esame tampone o anche sierologico, per verificare il proprio stato di salute in merito alla possibilità di poter uscire di casa, una volta accertato, eventualmente, di non essere positivo al Covid-19 o, anche portatore asintomatico. Il sottoscritto dichiara di stare ottimamente bene di salute, di non essere raffreddato o influenzato e di non avere sintomi alcuno. Si dichiara di aver rispettato scrupolosamente i vari Decreti che imponevano il dover stare a casa, regolandone l’eventuale uscita di casa. Dal momento in cui il governo nazionale e regionale della Sardegna, continuano a tergiversare non provvedendo al controllo sanitario della popolazione o, a parte significativa di essa, attraverso strumenti di analisi idonei, conosciuti già da tempo, al fine di poter restituire eventualmente la libertà e mobilità sociale alle persone individuate non positive o asintomatiche al Covid-19, si comunica che, terminato il periodo restrittivo che obbliga a starsene chiusi in casa, prorogato alla data del 3 maggio, senza che le Istituzioni in indirizzo, nel frattempo, non abbiano provveduto all’indagine sanitaria di cui sopra menzionata, il sottoscritto, da dopo la data del 3 maggio, procederà alla protesta attraverso azione di disobbedienza civile, non rispettando più l’obbligo di stare chiusi in casa. Tale protesta civile, ritenuta doverosa nei confronti del grave ritardo istituzionale, sui test sanitari, significherà anche il danno economico alle attività produttive. Per tale iniziativa di Disobbedienza Civile, verrà comunicato il giorno e l’orario, in cui il sottoscritto, uscendo di casa, si recherà incamminandosi alla volta della Prefettura di Cagliari, munito di mascherina protettiva, evitando accuratamente ravvicinamento con le eventuali persone incrociate per strada. Tale azione di protesta, al fine di denunciare le irresponsabilità istituzionali di chi avrebbe dovuto a suo tempo e per tempo, attuare provvedimenti di tutela e controllo della Salute Pubblica ( non fatti ) che avrebbero limitato  cosi’ l’ avvenimento dei troppi morti e contagiati in Italia e in Sardegna. Si denuncerà la mancata distribuzione delle mascherine di Protezione individuale, a parte significativa della popolazione, non reperibili neanche a pagamento presso le farmacie e, ancor più grave, non aver avviato un serio controllo di analisi sulla popolazione, attraverso i diversi test “Tampone/Sierologici”, che avrebbero permesso e permetterebbero una responsabile mobilita’ sociale e  di lavoro in sicurezza, evitando come ancora invece costretti, alla restrizione della propria libertà individuale”.

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Fonte: Casteddu On Line

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