Il calo delle vendite l’aveva registrato già nei giorni precedenti al lockdown totale. Adesso (meglio, da domani) inizia il periodo dell’asporto, prima del ritorno alla normalità. Ma il Coronavirus lascia sul campo non solo vittime nel senso più reale del termine, ma anche sotto altri punti di vista: ovvero, posti di lavoro in fumo. Fulvio Cocco, 66 anni, titolare del Caffè Roma, storica caffetteria nella strada- cartolina di Cagliari, lo dice con lo sguardo perso nel vuoto: “Prima eravamo in cinque, adesso dovrò lasciare a casa tre dipendenti e mi dispiace molto, tutti hanno spese e una famiglia ma io non posso mantenerli”. Tavolini in calo, “da quindici a sette” e sanificazioni obbligatorie: “Ho fatto la prima, completa, su tutti e cento i metri quadri. Ho dovuto pagare cento euro, anzi, novantasei e sessanta, per essere precisi. Se dovrò farlo periodicamente sarà un costo elevato, il Governo ci dovrebbe aiutare. Dovrò anche acquistare altri prodotti, se ne andranno 150 euro, ma se voglio lavorare…”.

Già. Il piatto piange, al momento, e la crisi sembra essere dura da superare: “Da domani inizierò l’asporto e mi aiuterà solo un dipendente. All’inizio la gente avrà paura, e io non aprirò più alle quattro e trenta del mattino ma alle sei”.

L'articolo Cagliari, l’amara riapertura dello storico Caffè Roma: “Tre dipendenti resteranno a casa” proviene da Casteddu On line.

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