Il piano c’è già, bisogna solo capire come attuarlo e, soprattutto, dove. In futuro, a Cagliari, i mastelli colorati non saranno l’unica possibilità che avrà la quasi totalità dei cagliaritani per disfarsi dei rifiuti. La grande rivoluzione sarà quella di isole ecologiche realizzate anche sottoterra. A confermarlo è l’assessore comunale dell’Igiene del suolo Alessandro Guarracino: “Il metodo di raccolta del porta a porta ha delle normative che ci obbligano a tenerlo, la volontà è quella di trovare soluzioni che semplifichino la vita dei cittadini. Dire addio, da subito, ai mastelli, non è possibile. Ma in prospettiva potremo integrare il sistema di raccolta con una serie di ecoisole automatizzate, anche interrate”. Un progetto che “comporterà una sperimentazione in alcune parti della città”. Le zone devono essere ancora individuate, al momento le uniche isole, tutte all’aperto, sono nel rione di San Benedetto.

Guarracino fa il punto, a due anni e mezzo dall’inizio del mandato, anche sul tema caldissimo degli incivili dei rifiuti: “Abbiamo ottenuto ottimi risultati sul contrasto all’abbandono dei rifiuti, anche col sistema di videosorveglianza che sarà potenziato nei prossimi mesi per un controllo più capillare delle strade”. Telecamere “modulabili”, annuncia Guarracino, nel numero: “Quaranta, 50 o sessanta, a seconda delle criticità. Anche nelle periferie la situazione è migliorata rispetto agli anni precedenti”.

L'articolo Cagliari, “isole ecologiche sotterranee per i rifiuti ma resteranno tutti i mastelli” proviene da Casteddu On line.

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