È “piccolo” ma è pur sempre un incubo, un timore. Il green pass obbligatorio per poter acquistare nelle casette di Natale piazzate, dopo lo stop dell’anno scorso, in piazza Yenne e nel Corso Vittorio a Cagliari, fa sudare freddo i commercianti che hanno deciso di investire soldi per prendere in affitto le casette e tenerle aperte, da oggi e sino al prossimo otto gennaio, con l’obbiettivo-speranza di fare buoni incassi. Il punto di domanda c’è, ed è bello grosso: quanto peserà l’assenza di chi non è vaccinato o non vuole fare il tampone o, ancora, è vaccinato ma non tollera di dover mostrare la certificazione per comprare un pezzo di torrone, una lampada luminosa fatta a mano, un gioiello o un vestito? Solo i prossimi giorni sarà possibile stilare un primo andamento degli affari. Intanto, i dubbi ci sono. Atif Jabbara crea con le sue mani lampade luminose, ed è un abitudinario dei mercatini, anche a tema natalizio: “Penso che chi non ha ancora il green pass potrà comunque passare, siamo all’aperto, in piazza Yenne. Non controllerò il green pass dei clienti, non posso farlo e non posso chiederlo. Non ho un’attività al chiuso”, ricorda. Ma è stato imposto dal Comune: “Ognuno è libero di scegliere, sicuramente ci può essere un calo degli affari, non solo per me, chi non ha il pass non può avvicinarsi. Io sono vaccinato, i timori ci sono. Rispetto il pensiero e le opinioni di tutti”.Davide Simoncini, di Quartu, fa presepi e oggetti in miniatura e ha una casetta nel Corso Vittorio: “C’era bisogno di ripartire, nel 2019 era andata abbastanza bene. Il green pass? Non sono tenuto a chiederlo ai clienti, i cittadini sanno già che li devono avere, ci sarà un servizio di controllo e anche verifiche a campione”, dice. “Sono polemiche che normalmente saltano fuori quando ancora non è il momento degli acquisti, poi la gente si farà un tampone o il vaccino. Con queste nuove disposizioni non penso che la gente si privi di andare al cinema, al teatro o a mercatini come il nostro. Ho i due vaccini”, precisa l’artigiano, “in linea di massima può essere vero che ci sarà un calo. Ma dopo due anni dove tutto è stato fermo, sicuramente c’è voglia di acquisti e di vivere all’aria aperta”.

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