C’è chi ce l’ha plastificato e chi preferisce averlo solo sul cellulare. Il green pass, da lunedì prossimo, sarà indispensabile per poter viaggiare a bordo dei bus. La nuova regola del Governo vale, ovviamente, anche nella Sardegna che segna, ancora, numeri da tranquilla zona bianca. Ma un provvedimento speciale, a livello locale, non può sere realizzato. E così, tra meno di settantadue ore, anche a Cagliari, chi non avrà il green pass “base” dovrà macinare chilometri a piedi. E per chi sgarra, cioè per chi sale su un bus senza la certificazione verde, la multa in caso di controlli, principalmente della polizia, è assicurata. Ma il provvedimento del Governo Draghi fa storcere il naso addirittura agli stessi vaccinati. Loro potranno viaggiare in tutta tranquillità, ma solo perchè sanno che non saranno multati: “Mostrare il green pass sul bus? Non mi piace, non è una scelta giusta ma lo farò”, dice, scrollando le spalle, Laura S., 75 anni, doppia dose di vaccino già ricevuta, mentre in piazza Matteotti attende il bus per arrivare a Santa Gilla. “Prendo il bus una volta ogni tanto, ma ritengo lo stesso che il certificato sia una fesseria perchè, arrivati a questo punto”, cioè dover mostrare il green pass, “dovevano obbligare tutti a vaccinarsi, sarebbe stato molto meglio. Chi non è vaccinato? Si arrangerà, ma l’obbligo vaccinale sarebbe stato molto meglio”. Tonio Di Maio, pensionato cagliaritano, aspetta il bus della linea M: “Io e mia moglie siamo vaccinati, ma il green pass non serve a niente”, afferma, piccato, l’uomo. “Ce ne saranno pure di falsi in giro, stanno circolando in tutta Italia. Dovevano mettere l’obbligo vaccinale, invece vorranno fare questi controlli. Alla fine ognuno la può pensare come vuole, ma questo certificato, per me, non serve a niente”.E tra chi non potrà prendere i pullman quando vorrà, da lunedì prossimo, perchè non è vaccinata e non può permettersi il tampone, c’è Rita S., 51enne disoccupata cagliaritana: “Non sono vaccinata perchè in passato ho avuto tre shock anafilattici, ne ho parlato col mio medico che mi ha detto di rivolgermi all’Assl, ma alla fine non ho avuto nessuna esenzione”, racconta. “Non voglio mostrarmi in volto perchè, purtroppo, chi è come me spesso viene insultato o aggredito verbalmente. Non voglio correre rischi, personalmente, prima prendevo il bus quasi ogni giorno per spostarmi. Da lunedì, invece, lo potrò prendere pochissime volte. Un tampone costa 15 euro, non ho un lavoro e non posso certo farmene uno ogni quarantotto ore. Purtroppo dovrò spostarmi a piedi”.

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