A Cagliari scoppia il grande caos dei mastelli del secco. Utili per risparmiare sulla Tari, meno si espongono e più la tassa sui rifiuti è leggera, ma rischiano di rivelarsi fatali per gli addetti allo svuotamento. Tutti i bidoncini hanno il microchip e, quindi, è necessario controllarli con un palmare. Uno ad uno, ovviamente. Ma qualcosa, nelle ultime settimane, è andato storto. Ci sarebbero mastelli in più, rispetto a quelli conteggiati dagli operatori, scovati dai verificatori mandati dal Comune. E la stessa amministrazione comunale ha appioppato quattro penali all’Econord, una delle società impegnate nella raccolta dei rifiuti a Cagliari. Tra i vari casi, ce n’è uno datato 3 marzo 2022: nella lettera mandata all’operatore, lo si avvisa che i mastelli sarebbero stati svuotati ma non controllati con il palmare, e quindi non registrati. La stessa Econord avvisa che, in caso di multe, sarà l’addetto allo svuotamento dei mastelli a doverla pagare. Un caos, insomma, che ha fatto drizzare le antenne ai sindacati. A far emergere il caso è Elvio Aru, operatore ecologico e rappresentante sindacale della Fp Cgil Cagliari, che ha avuto modo di raccogliere le lamentele di tutti e quattro gli operatori: “Al Comune sono risultati più mastelli, sui marciapiedi, di quelli registrati sul palmare. Capita perchè ci sono cittadini ritardatari, che portano giù il bidoncino dell’umido dopo l’orario di raccolta. Poi, passano i verificatori comunali ed è chiaro che i conti non tornano. L’ultimo caso è avvenuto ieri, un operatore finito nei guai per un mastello non verificato in via Calabria a Cagliari. Stiamo combattendo per fare in modo che la multa, da duemila euro, non la paghi nessuno. Se su 35mila letture risulta un errore, a prescindere da un possibile crash tecnologico dello stesso palmare, serve più tolleranza da parte dell’amministrazione comunale”.

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