“Grazie ai miei angeli custodi della Finanza sono fuori da un incubo”. Claudia Columbu, cagliaritana, 43 anni, racconta la sua relazione durata quasi due anni con uomo che oggi è in carcere indagato per stalking e minacce. Racconta di essere stata sequestrata in casa e di aver subito umiliazioni, insulti, sputi, minacce dall’ex compagno che le avrebbe anche spento le sigarette addosso. “Alla fine ho trovato il coraggio di reagire. E ora lui è in carcere e io mi sento una donna libera”.

Inizia tutto nell’estate del 2019. Claudia e Massimiliano si conoscono già, ma quella sera in una paninoteca di Sant’Avendrace scatta la scintilla. Lui, detenuto a Uta, era in permesso. La relazione va avanti con lettere e  colloqui in carcere. Poi lui esce e la storia prosegue e i due vivono mesi d’amore e spensieratezza. Pian piano però le attenzioni diventano possessività e la gelosia asfissiante. E Claudia si ritrova in un mondo fatto solo di casa e lavoro, senza poter più frequentare amicizie o coltivare passioni.

La relazione che Claudia fornisce alla Guardia di Finanza dipinge mesi di inferno. Il primo episodio di violenza arriva il giorno di  Natale, quando Claudia racconta vien aggredita dopo una discussione dall’ex che la minaccia di morte puntandole un coltello alla gola.

“ Dopo questo episodio volevo troncare la relazione”, racconta Claudia, “ma non sono mai riuscita a farlo, credendo di volta in volta alle sue promesse. Giurava di non commettere più azioni del genere e di voler cambiare vita facendosi aiutare da psichiatri e specialisti”.

Ma aggressioni e maltrattamenti vanno avanti senza sosta alternati a periodi di relativa calma. Le violenze si accentuano quando Claudia trova un lavoro prima come addetta alle pulizie in un negozio poi come cameriera in un ristorante della Marina.

Nel luglio 2020, secondo la vittima, la loro relazione diventa letteralmente un inferno. Si ripetono in modo incessante urla e insulti fuori di casa, minacce di morte a lei e alla figlia: è un incubo. La costringe a trascorrere notti chiusa in casa e le porta via il cellulare, come racconta in una denuncia ai carabinieri dove vengono descritti episodi di violenza, come tirate di capelli, sputi e sigarette spente addosso. Il tutto condito da centinaia e centinaia di messaggi tutti uguali con insulti e minacce di morte. Racconta alla Finanza che un giorno a Su Siccu “lui decide che è il momento di farla finita e minaccia di buttarsi, insieme a ma in mare con l’auto. Mi tiene per i capelli per non farmi scappare, ma riesco a fuggire in una palestra e scappo grazie all’aiuto di una ragazzina di 15 anni che chiama la mamma e vado via nascosta nella sua auto”.

Un giorno si rifugia in un portone di via Petrarca e viene aiutata dagli abitanti del palazzo. Claudia lascia definitivamente l’abitazione del compagno dopo le minacce che non risparmiavano nemmeno la figlia e si rivolge a un legale (Carlo Demurtas). Ma l’ex non molla. Nel gennaio 2021 le porta via la macchina. Le minacce e gli insulti e le visite all’uscita dal lavoro vanno avanti. Una sera in piazza del Carmine la invita ad andare a dormire a casa sua, minacciando in caso contrario di ucciderla. Lei rifiuta, interviene la Finanza e l’uomo si allontana. Torna a casa dell’ex di sera, ma stavolta viene fermato dalle Fiamme gialle mentre sfila via le chiavi dell’auto alla donna. Per Claudia è la fine di un incubo. Massimiliano Corda, 47 anni cagliaritano, ora è indagato per minacce e stalking e il giudice ieri ha disposto la custodia cautelare in carcere.

“Devo ringraziare i miei angeli”, racconta Claudia, “il brigadiere Alessandro Tedde, il vice brigadiere Andrea La Rosa e il finanziere Angelo Andrea Graziano. Sono loro i miei salvatori, gli angeli custodi che hanno messo fine alla mia odissea”.

 

L'articolo Cagliari, il coraggio di Claudia: “Ho denunciato il mio ex, dopo anni di persecuzione l’incubo è finito” proviene da Casteddu On line.

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