Pettorina arancione, bustoni e bastoni speciali per raccogliere di tutto, dalle cicche di sigarette alle lattine, dalle cartacce agli escrementi degli animali. Eccoli, i primi 14 beneficiari del reddito di cittadinanza che, grazie al bando di ventimila euro del Comune vinto dalla cooperativa sociale Elan, per un totale di 1008 ore, tre volte alla settimana per tre ore, puliranno le strade dei rioni storici di Cagliari. Tra loro c’è chi, da quando prende il bonus del Governo, non ha lavorato un solo minuto, nonostante racconti di aver fatto vari tentativi per riavere un’occupazione tra le mani. Prima di armarsi di scope e palette hanno seguito un corso legato alla sicurezza sul lavoro: alla fine del progetto riceveranno un attestato che sarà valido per cinque anni e che potranno inserire nel curriculum. Omero Portas, 61 anni, come ultimo lavoro ha fatto l’antiquario: “Spero che questo mio impegno porti a qualcosa di serio, mi sembra tanto campato in aria, ho bisogno di lavorare”, dice. “In tre anni non ho ricevuto nessuna proposta di lavoro”. Molti dicono che il reddito di cittadinanza debba essere annullato e rivisto totalmente: “In linea di principio il reddito è qualcosa di buono, prendo soldi e mi metotno a lavorare, invece hanno regalato soldi a chi non ne aveva bisogno. Andava fatto in un altro modo”. E racconta un aneddoto interessante: “Dopo i primi due mesi di reddito avevo trovato un lavoro. Chiesi al tutor se potevo essere assicurato, non mi ha risposto e, poco dopo, non ho più avuto quell’occupazione”. Ed è rimasto con il bonus mensile dello Stato, sempre meglio di niente.Monica Rizziconi ha 49 anni :”Ho fatto la badante ma so fare anche altri lavori. Prendo il reddito da due anni, è il primo servizio che svolgo. Ho provato a cercare altri lavori ma non ce ne sono”, sostiene, “Il reddito è utile, lo piglio e mi va bene uguale. Spero però che qualcuno mi prenda a lavorare. il tutor non mi ha mai contattata”. Accanto a lei c’è Cristian Cadelano: “Ho trentanove anni e prendo il reddito da un anno. Prima lavoravo nel settore del legno, mi occupavo di coperture. Non basta avere il reddito, prendo 500 euro al mese e sono single, se avessi una famiglia sarebbe tutto difficile. Vorrei lavorare, purtroppo il reddito di cittadinanza può andare bene come ammortizzatore sociale che ti permette di sopravvivere. Vorrei lavorare”, rimarca il 39enne, “ma la situazione è questa e mi tocca prendere quello che mi danno”. Sara Uroni è la tutor del progetto sociale: “Molti di loro era indispensabile partire e fare in modo di responsabilizzarli, per restituire l’incentivo del reddito alla comunità con opere come questa delle pulizie del centro storico. L’attestato che riceveranno sarà utile per un futuro lavorativo, ogni volta che si entra in un’azienda è indispensabile avere una formazione generale specifica sulla sicurezza e loro hanno fatto proprio questa formazione, con test finale e attestato. L’azienda che, nel caso, li prenderà, avrà un costo in meno. E per loro sarà una buona voce da mettere nel curriculum”. Sperando, ovviamente, che le aziende abbiano bisogno di nuovo personale.

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