Piazza Yenne a Cagliari, ore dodici. I locali food non tentano la carta dell’asporto, fatta eccezione per due bar. Dodici locali, tutti con le serrande abbassate, nel primo lunedì di zona arancione tutti hanno deciso di restare chiusi. Improbabile, così come avvenuto nei mesi scorsi, tentare di attendere telefonate per uno spritz o un panino a domicilio, in uno dei “templi” della movida la richiesta a distanza è pari a zero. Così sarà sino a Pasquetta, attendendo – meglio, sperando di ricevere – i ristori del Governo. Non gli ultimi, però, visto che non si tratta di un lockdown totale. La città si spegne anche di giorno, insomma, e qualche ristoratore ne approfitta per fare dei lavoretti all’interno del proprio locale.E c’è anche una ulteriore beffa, nel caso della Sardegna che passa da bianca ad arancione: proprio in piazza Yenne, infatti, un locale aveva deciso di riaprire quattro giorni fa. Si tratta della pizzeria-bar Gustavino: “Fa male, il giorno stesso in cui hai previsto la riapertura sapere di aver fatto tutto inutilmente e, di dover richiudere dopo soli 3 giorni. Non vi raccontiamo lo sconforto dei nostri dipendenti e l’amarezza per aver fatto una spesa iniziale per niente. Vi aspettiamo per un saluto, promettendovi un sorriso come sempre abbiamo fatto. Un ringraziamento ai colleghi che pur essendo nella stessa condizione ci hanno dimostrato la loro vicinanza”, così si legge nella pagina Facebook del locale. 

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