I non vaccinati, dal venti gennaio prossimo, non potranno più mettere piede nemmeno nei saloni dei parrucchieri. Uomini o donne, nessuna differenza: senza almeno il green pass base – cioè quello che si ottiene con un tampone negativo – vietato sedersi e farsi tagliare la barba o i capelli. La decisione è del Governo Draghi, così sarà almeno sino al trentuno marzo prossimo. E, nonostante il totale dei vaccinati sia elevato, in Sardegna, i parrucchieri hanno paura di perdere, comunque, molti clienti. In primis chi non vuole sottoporsi nemmeno al tampone e, a microfoni spenti, anche chi ha il green pass ma trova fastidioso doverlo esibire. Giuseppe Mascia, 47 anni, ha il suo salone in via Monti: “Così vuole la legge, sono obbligato a chiedere il green pass ma molti non sono disposti a vaccinarsi. Secondo me lavoreranno molto gli abusivi, andranno nelle case. Già c’è poco lavoro e in giro non c’è nessuno”, osserva Mascia. “Tampone da 15 euro? Chi li spende per tagliarsi i capelli, spendendo trenta euro? Un abusivo non chiede niente e si prenderà dieci euro. Ancora una volta si fa il gioco degli altri, cioè di chi non paga nulla. Da me un taglio costa sedici euro, devo pagare anche le tasse. Sono deluso, se uno deve avere il green pass anche per tagliarsi i capelli… La gente dovrebbe vaccinarsi, ho paura della multa: dai 600 ai 1500 euro di multa, in zona rossa all’inizio ho potuto lavorare. Ora, invece, sarà necessario il green pass per tutti i clienti”.Roberto Garau, parrucchiere cagliaritano con salone in via Azuni e presidente di Casartigiani, pensa che “in questo momento particolare mi devo attenere a ciò che ci dice il nostro Governo. Abusivi in azione? Non parliamone ora ma in seguito, siamo in un momento particolare con i contagi troppo elevati, seguirò le disposizioni di legge anche se potrei non essere d’accordo. Sarò collaborativo con le istituzioni”, promette Garau. “Sono del parere che il cliente possa acquistare i tamponi nelle farmacie e farlo al momento in cui deve entrare non solo nel mio locale. Lo Stato dovrebbe abbassare i prezzi dei tamponi, non costano poi così tanto alle farmacie per non poterli dare ai clienti anche ora. L’anno scorso, con la zona rossa, non abbiamo potuto lavorare come estetisti ma solo come parrucchieri, a gennaio. Ad aprile ci hanno pure fatto chiudere per ventidue giorni”. Insomma, per salvare capra e cavoli “si abbassi il costo dei tamponi, sennò giustamente le persone che possono essere danneggiate, oltre a noi, saranno anche i baristi e altre attività. Farò rispettare la regola ma le istituzioni ci aiutino, non vogliamo passare per sceriffi”.

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