Marina 2020, metà giugno, a un respiro dall’estate. Lockdown finito e movida ripresa alla massima rapidità. Forse troppa, stando alle lamentele, le ennesime, che arrivano dai residenti del rione portuale. Il comitato “Rumore no grazie” va nuovamente alla guerra contro il Comune, tra caos che sarebbe tornato più o meno a qualunque ora – soprattutto la sera – e pochi controlli. “Il caos? Ripartito totalmente, Truzzu chiede rinforzi al prefetto ma afferma che la Marina è più sicura con tutti questi locali, un’abnorme concentrazione che ha prodotto l’opposto, cioè minore sicurezza. Qui arrivano bande di ragazzini attirate dalla movida e dall’alcol e succede di tutto”, afferma Enrico Marras, presidente del comitato. “Alcuni locali che vendono alcolici la notte? È possibile, vista la richiesta e la crisi che c’è, ma i giovani si portano diversi tipi di bottiglie da fuori ed è sbagliato puntare il dito contro i market gestiti da stranieri, si sposta l’attenzione dal vero problema”. Quale? “Il piano acustico comunale, il prefetto obblighi Truzzu a farlo rispettare. No alla militarizzazione della Marina, durerebbe 15 giorni o un mese e poi saremmo di nuovo daccapo”.

Sandra Orrù, altra rappresentante del comitato, 54 anni, abita in piazzza Sant’Eulalia: “Hanno riaperto le gabbie, ci sono ragazzini sin dal pomeriggio che bevono e spaccano bottiglie. Sabato scorso c’è stato il delirio, anche la piazza è meta di incivili, regna la maleducazione. Non sono contro i locali, ma servono regole e controlli, non è possibile consentire che, all’una di notte, la gente possa urlare in strada. I ragazzini che vedo io acquistano alcolici nel rione, lo riconosco anche dalle buste che hanno tra le mani con dentro le bottiglie”. Non solo Marina, critiche e sos arrivano anche dalla zona del Corso Vittorio. Marcello Palimodde, professore di 55 anni, abita all’angolo con via Sassari: “Dalla fine del lockdown la situazione è peggiorata, non vengono nemmeno rispettati i distanziamenti minimi. Basta che mi affacci alla finestra per poter notare gruppi di balordi che, soprattutto nel weekend, urlano e cantano sino all’alba. Le Forze dell’ordine? Non le ho viste, quando va bene si riesce a prendere sonno a mezzanotte, nei fine settimana devi farti il segno della croce. Da giovani anche noi abbiamo fatto un po’ i birboncelli con l’alcol, ma senza arrivare a disturbare il prossimo”.

L'articolo Cagliari, caos movida alla Marina: “Bande di ragazzini attirati da chiasso e alcol” proviene da Casteddu On line.

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