Il terzo fine settimana consecutivo in zona arancione suona come una beffa con la B maiuscola per i baristi e i ristoratori di Cagliari. Tanti avevano sperato che, con i dati del contagio Covid in netto calo, sarebbe stato possibile riaprire già da domenica prossima. E invece prevarrà il “no”, visto che l’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza, sinora, è sempre partita dalla giornata di lunedì. E, se per altri cinque giorni sarà impossibile realizzare buoni affari, ciò che spaventa i gestori di caffetterie e ristoranti è l’effetto “paura”: dopo settimane di restrizioni, i clienti potrebbero scegliere di restare alla larga dai locali, proprio per timori di possibili nuovi contagi. Un quadro drammatico, insomma, con i ristori “miseri” e i dipendenti in cassa integrazione il piatto, davvero, piange.Sperava di riaprire domenica Gianmichele Dedoni, ristoratore della Marina: “Sempre più problemi, speravo di ripartire già sette giorni fa. Ho molta paura, sono terrorizzato al pensiero che i clienti non possano tornare. Non so come devo muovermi, sono preoccupato e sto cercando di stare al passo ma è molto, molto difficile”, spiega. “I ristori? Dopo le perdite del cento per cento devo pagare affitti e corrente, l’aiuto è stato minimo: il 10-15 per cento, è insufficiente. Dodicimila euro a fronte di un fatturato di settantamila euro, i miei collaboratori hanno ricevuto qualche piccolo acconto di cassa integrazione, hanno tutti una famiglia e sono disperati. Ripeto, sono impaurito, non so come andrò a finire, le forze sono poche, non ci danno la possibilità di poter lavorare”. Molto preoccupato anche Antonio Durante, barista di piazza Gramsci: “L’asporto non va bene, i miei incassi sono calati ancora di più. Poi, in zona arancione devo stare attento al cliente anche dopo che l’ho servito, devo stare attento che non consumi davanti. Spesso mi è capitato di dover chiedere alle persone di spostarsi dall’ingresso, lo trovano insensato, si spostano di due metri”, racconta. E qualcuno si arrabbia: “Un po’ di malcontento c’è stato, mi sento come se dovessi fare il controllore di qualcosa che non mi riguarda. Sono deluso di restare ancora in zona arancione, speravo in una revisione. Ci sono anche clienti che interpretano male le regole, e rischi di perderlo”.

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