Oristano

Diversi rincari registrati in provincia

Dal prezzo dell’energia salito alle stelle ai beni di prima necessità che costano sempre di più. Tanti oristanesi se ne sono già accorti, per esempio andando a fare rifornimento al distributore di carburante, con i prezzi in continua ascesa di benzina, diesel e gpl. E col passare delle settimane ecco che anche in tutti i punti vendita i cartellini dei prodotti di consumo sono stati sostituiti o lo saranno presto, con i costi schizzati verso l’alto. A farne le spese, con rincari diretti e indiretti, sono soprattutto le famiglie, senza però dimenticare le imprese.

“L’ultimo aumento per la bolletta dell’elettricità ha toccato il 54%”, sottolinea il presidente di Adiconsum Sardegna, Giorgio Vargiu, “per il gas invece il rincaro è del 41%”. Tra i fattori scatenanti c’è senz’altro l’aumento del prezzo del gas naturale a livello internazionale. “Poi ci sono i furbi e gli speculatori e il gioco è fatto”, aggiunge Vargiu. “A cascata sono destinati ad aumentare tutti i prezzi, come già era successo con l’arrivo dell’euro. Aumentano chiaramente anche i costi di produzione delle aziende, costi che verranno scaricati sul consumatore finale: saranno quindi le famiglie a pagare il prezzo più elevato di questa speculazione”.

“L’inflazione riprenderà a correre”, continua ancora il presidente di Adiconsum Sardegna, “se lo aspettano gli analisti e ce lo aspettiamo anche noi. Per via della speculazione è però impossibile fare già da ora una stima degli aumenti”.

C’è però una strada per tamponare la nuova ondata di rincari. “Al Governo chiediamo di stanziare ulteriori fondi per frenare l’inflazione”, prosegue ancora Giorgio Vargiu. “In particolare, chiediamo che a pagare le accise delle bollette non sia più il consumatore finale e che venga abbassata l’Iva sul costo dell’energia. All’Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, chiediamo di limitare gli aumenti, facendo pagare il maggior costo dell’energia alle grandi aziende che da questa crisi stanno avendo un extra-guadagno. Chiediamo inoltre una riforma tariffaria, perché è necessario incentivare chi consuma meno, favorendo così il risparmio energetico. Questi interventi permetterebbero quantomeno di rallentare l’inflazione. Eliminarla è impossibile”.

Giorgio Vargiu
Giorgio Vargiu

Al Governo si rivolge anche il presidente di Confcommercio Sardegna e vicepresidente della Camera di commercio di Cagliari-Oristano, Nando Faedda. “È vero che i rincari colpiscono le famiglie”, spiega  Faedda, “ma non dimentichiamo le imprese. Oggi l’aumento del costo delle bollette porta rincari generali del 4%, ma in futuro i rincari potrebbero arrivare anche al 10%. A quel punto la situazione diverrebbe insostenibile per tante famiglie e il contraccolpo sarebbe ancora più forte per svariate imprese che sarebbero costrette a chiudere”.

“Chiediamo al Governo di fare di più per dare una mano alle imprese più penalizzare dalla crisi e dai rincari”. prosegue Nando Faedda. “I costi, penso per esempio alla ristorazione, sono aumentati. I ricavi, invece, a causa del Covid-19, sono crollati”.

“Commercio, turismo e  servizi sono fortemente penalizzati dal caro bollette”, conclude il presidente di Confcommercio Oristano. “Sono tra i più colpiti. A spaventare è anche il mix tra emergenza sanitaria e crisi economica causate dal Covid-19 e l’aumento dei prezzi dell’energia”.

Nando Faedda
Nando Faedda

Secondo il presidente di Confagricoltura Sardegna, Paolo Mele, l’aumento dei prezzi innescherà un crollo dei consumi. “È una conseguenza inevitabile”, dichiara Mele, “ci sarà da soffrire. I settori più a rischio, pensando alla filiera agroalimentare, sono in particolare l’ortofrutticolo e il lattiero caseario. Vedremo l’effettivo adeguamento dei prezzi soltanto tra un paio di mesi. Ci saranno minori consumi, le famiglie saranno ancora più attente e cercheranno di ridurre lo spreco. Per l’ortofrutta abbiamo già percepito un primo contraccolpo”.

In questa fase a pagare il conto più salato potrebbero essere proprio i prodotti made in Sardinia, penalizzati dalla forte concorrenza che arriva dall’estero. “La concorrenza”, dice Mele, “sarà ancora più spietata, perché non possiamo competere con paesi con un costo del lavoro molto basso. Cerchiamo di darci una mano a vicenda acquistando prodotti sardi. Ai consumatori chiedo di stare vicino alle aziende del territorio, di ogni settore”.

Paolo Mele Confagricolgtura
Paolo Mele

C’è poi l’artigianato e la piccola e media impresa, che già dal primo semestre dello scorso hanno ha dovuto far fronte ad aumenti importanti sul costo delle materie prime. Si pensi, per esempio, alle lamiere in acciaio, il cui prezzo è salito fino al 60% rispetto ai primi sei mesi del 2020. E non si tratta certo di un caso isolato. “I rincari”, spiega Marco Franceschi, segretario generale della Confartigianato di Oristano, “arrivano da lontano e non si sono fermati negli ultimi mesi. Oltre al prezzo dell’energia, bisogna considerare anche i rincari motivati dalla difficoltà di reperimento delle materie prime. Per quanto riguarda il caro bolletta, invitiamo le imprese che ne hanno la possibilità a investire sulle fonti rinnovabili, approfittando delle agevolazioni. Dotarsi di un impianto fotovoltaico permette, per esempio, di autoprodursi energia e ridurre la dipendenza. Inoltre è anche una scelta ecologica”.

“Le aziende più colpite sono quelle più energivore”, conclude Franceschi, “penso per esempio a falegnamerie, autocarrozzerie, carpenterie metalliche, lavanderie e ai marmisti. A livello nazionale Confartigianato sta chiedendo l’erogazione di bonus per ridurre l’impatto dei rincari sul prezzo dell’energia”.

Quella dell’energia pulita da fonti rinnovabili come mezzo per arginare il caro bollette è una strada tracciata anche da Confagricoltura. “Ma bisogna calmierare anche i costi del trasporto via nave e aereo” riprende  Paolo Mele, presidente di Confagricoltura Sardegna, “la logistica è eccessivamente penalizzata. Agire sui costi di trasporto è indispensabile per garantire competitività alle nostre aziende. Altrimenti chi importa materie prime e poi esporta il prodotto finito non ce la fa”.

Marco Franceschi Confartigianato
Marco Franceschi

Domenica, 23 gennaio 2022

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Fonte: Link Oristano

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