I dati sull’occupazione e della disoccupazione pubblicati nell’ultimo report mensile dell’Istat del primo dicembre 2022, delineano in termini complessivi un quadro lavorativo stabile con degli spiragli positivi. Questo nonostante gli effetti lunghi della pandemia e una complessiva situazione di incertezza generale data dal conflitto in Ucraina. Si registra un aumento degli occupati + 0.4%, più marcato nei contratti a tempo indeterminato e una diminuzione dei disoccupati del -0,1 %.  Benché il tasso di disoccupazione si sia attestato ai minimi storici dal 2017 con il 7,8%, diminuiscono le persone in cerca di lavoro -0,7% nell’ultimo anno, ma si registra il picco storico dal 1977 con gli occupati attestato al 60,5%.  Sono 18.244.000 i lavoratori dipendenti di cui 15.264.000 a tempo indeterminato (84%) e 2.980.000 a tempo determinato (16%). Non ci sono sensibili aumenti degli occupati rispetto ai mesi precedenti ma rispetto ai valori di un anno prima, si registrano 500.000 lavoratori in più, raggiungendo i valori prepandemia. È quanto riporta lo studio effettuato dal centro Uil Sardegna, Nell’Isola l’incremento è di 2050 occupati in più rispetto a ottobre e 12500 rispetto a novembre 2021. Ci sono 336mila uomini con un contratto di lavoro e appena 245175 donne. 381421 i contratti a tempo indeterminato, appena 74528 i determinati. I disoccupati sono poco più di cinquantamila, 25mila uomini e 24850 donne. “Controversi gli andamenti dei tempi indeterminati e determinati dove si registra un aumento dei contratti permanenti con un +3,4% e un – 1,2% sui contratti a termine. È pacifico che sia in atto un processo di stabilizzazione dei contratti a tempo determinato disincentivati dai vincoli di legge e dei contratti nazionali, stabilizzazione auspicata tuttavia non strutturale per l’incertezza del mondo del lavoro. Singolare il rallentamento degli autonomi, ovvero i lavoratori senza vincoli di subordinazione che dalla pandemia vedono 200mila lavoratori in meno. Sarà interessante attendere se i provvedimenti del nuovo Governo riusciranno a controvertere questa diminuzione”, afferma Cristiano Ardau della UilTucs. “I dati evidenziano un buon andamento dell’occupazione maschile mentre quella femminile continua ad arrancare. Le donne subiscono maggiormente gli effetti di un difficile mondo del lavoro, poco inclusivo e carente di reti sociali che concilino il lavoro con i momenti familiari. Va evidenziato che aumenta l’occupazione delle donne rispetto agli uomini ma stagna e non diminuisce la disoccupazione rosa, con una partecipazione delle donne al mondo del lavoro minore dei colleghi uomini. Sulle fasce anagrafiche, incrementi positivi per i segmenti di età 15-24 (+6,6%), 25-34 (+3,3%) e over 50 anni (+4,5%), ma meno sui 34-49 anni che attesta un pericoloso arretramento (-1,1%). In sintesi, riprende l’occupazione con valori di pregio rispetto al passato, con gli ultimi mesi forieri di un incremento di occupazione, sia nei numeri che sulla qualità lavorativa. Si continuano a registrare le note difficoltà intrinseche per le lavoratrici e un’economia che non favorisce il lavoro autonomo. Andrebbe analizzato l’andamento delle retribuzioni rispetto ai dati sull’occupazione, per comprendere al meglio anche l’andamento qualitativo del mondo del lavoro. Inclusione, fiscalità e formazione, le direttrici dell’agenda politica per sostenere l’occupazione, attestata su risultati di prospettiva ma ancora lontana dal sostenere economicamente una società basata sul lavoro”.

L'articolo Boom lavoro in Sardegna, 381mila contratti indeterminati: “Ma le donne sono ancora troppo penalizzate” proviene da Casteddu On line.

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