Benevento Cagliari.

Pensieri e parole di un tifoso rossoblu.

Oreste Vigorito: Si beva un bel boccale di camomilla, o di valeriana se preferisce, prima di aprire bocca e si ricordi di studiare la geografia. Differenza tra nord (Cagliari) e sud (Benevento). Utilizzi termini più consoni al suo incarico di “presidente” (almeno quando parla davanti a milioni di telespettatori – compresi naturalmente minori). In privato può utilizzare tutti i termini che ritiene opportuni. Si faccia spiegare, quindi, le regole del VAR (non è una parolaccia). Le ricordiamo che l’arbitro addetto al VAR può solo segnalare che, secondo lui, c’è un gesto non proprio ortodosso da parte di un calciatore, in occasione di una azione incriminata. È compito esclusivo dell’arbitro, quindi, se andare a verificare e, nel caso, prendere le decisioni che ritiene opportune. Se l’arbitro ha visto una irregolarità deve intervenire e, nel caso in specie, annullare la decisione presa erroneamente in precedenza (nessun’altro ha questo potere). E le immagini hanno dimostrato, senza ombra di dubbio, che l’arbitro (Doveri) e l’addetto al VAR (Mazzoleni) avevano ragione.

Sandra Lonardo: Non si intende molto di calcio, come lei stessa ha ammesso. Ma ha ritenuto necessario, visto l’enorme “torto” subito dalla squadra di calcio della città di Benevento, fare una interrogazione parlamentare e chiedere, udite udite, la ripetizione della gara col Cagliari. Che non capisse un tubo di calcio ce ne siamo accorti, ma che il suo “furore agonistico” arrivasse a tanto, proprio no. Suggeriamo alla Lonardo di occuparsi del bene dell’Italia, soprattutto in questo terribile momento.  Draghi avrà ben altri problemi da risolvere che pensare ai pettegolezzi schizzofrenici di tal contenuto. “La preghiamo, sig.ra Lonardo, faccia bene il suo lavoro, per il quale è stata eletta e per il quale è pagata profumatamente (anche con le tasse che noi tifosi sardi paghiamo regolarmente). Ha perso la più grande occasione della sua vita. Stare zitta”.

Clemente Mastella: Anche in questo caso, come la sua consorte, ha perso una grossa occasione. Stare zitto. Deve pensare a risolvere gli eventuali problemi degli abitanti della sua bella città. Lavorare bene per loro e lasciare i pettegolezzi a chi li fa per mestiere. È andato talmente “fuoristrada” con le sue calunnie e presumiamo che qualcuno, forse, potrebbe fargli fare una visitina in Tribunale. Anche qui, forse, chiederà la ripetizione della gara. Leggo di un suo suggerimento a Mazzoleni: “Deve lavorare al BAR non al VAR”. E’ proprio un consiglio da amico in quanto lui conosce più il lavoro del BAR che quello di Sindaco. Magari al Bar può anche rifare la partita contro il Cagliari al calciobalilla. Ma si ricordi che chi lavora al bar sacrifica gran parte della giornata per portare il pane a casa e, purtroppo, servire un caffè a chi li dileggia come lei.

Filippo Inzaghi: lo giustifichiamo solo per l’amarezza per il risultato finale. Meritava solo un pianto liberatorio, per gli errori commessi con la sua disastrosa conduzione tecnica (soprattutto nel girone di ritorno). Ha preferito, invece, salire sul carro del suo presidente ed ha inveito con parole indegne del suo ruolo. Se c’è qualcuno che ha “derubato” è proprio lui, tradendo la fiducia di tutti i tifosi della sua squadra. Forse il sig. Inzaghi, che presumiamo conosca bene le regole del calcio, sperava che il VAR (Mazzoleni) non mettesse il naso nella “furbata” del suo giocatore, in occasione dell’azione del presunto calcio di rigore. Gli è andata male e, forse, in quel momento, ha pensato a quante “furbate” potrebbe  aver fatto nella sua lunga carriera di attaccante, senza che qualcuno se ne sia mai accorto.  “Caro Inzaghi, se il VAR fosse stato presente negli anni del suo splendore calcistico, il numero dei rigori a suo favore “forse” sarebbe stato diverso (anche se giocava nella Juventus e nel Milan). Ma il mio è solo un dubbio che non avrà mai risposta e, forse, lei non hai mai utilizzato questo “vizietto”. Ma il suo giocatore, Viola, lo ha fatto nel modo più evidente. La sua espressione, quando Doveri ha comunicato l’annullamento del calcio di rigore, era più che una confessione di colpa). La “furbata” non fa parte del vocabolario sportivo (etica, ovvero onestà nelle azioni e rispetto degli avversari). Lo Insegni ai suoi calciatori e, soprattutto, al suo presidente. Se le capita di incontrare Mastella e Lonardo, lo insegni anche a loro”.

Pasquale Foggia: Per le parole e per le azioni nel dopo partita, merita una sola parola: vergogna.

p.s. Consiglio a questi signori di andare a vedere uno straordinario filmato di 8 minuti e 29 secondi su Facebook “Burchiano 02 Benevento Cagliari” di un supertifoso della squadra campana (tifoso vero e competente, vista l’età giovanissima). Disamina della gara in modo splendido che dà dei “punti pesantissimi” a molti “esperti” di calcio (compresi allenatori, calciatori, presidenti, direttori sportivi, commentatori televisivi, etc.). Lui rappresenta, per fortuna, tutti i tifosi del Benevento e dell’Italia intera.  Bravo davvero. Ascoltatelo in religioso silenzio e alla fine fategli un fragoroso applauso. Recitate, quindi, un profondo e sentito “mea culpa” per tutte le ca…..volate che avete detto. Forse, se osserverete un congruo periodo di silenzio, sarete assolti e perdonati, forse anche da noi tifosi sardi.

Alfredo Serri

L'articolo Benevento-Cagliari, pensieri e parole di un vecchio tifoso rossoblù: “Vigorito, ora si beva una camomilla…” proviene da Casteddu On line.

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