Assemini – Battaglia in commissione consiliare “Controllo e Trasparenza”: nei giorni scorsi convocata per l’elezione del presidente, l’unica commissione permanente la cui presidenza spetta alla minoranza e rappresenta l’unico baluardo di garanzia sull’operato dell’amministrazione comunale”. La minoranza, compatta, ha riproposto il nome del presidente uscente Gigi Garau, sardista, ma prima di procedere alla votazione, le consigliere grilline Deidda e Serra, hanno pronunciato parole di dissenso e contrarietà verso la figura del coordinatore locale del partito Sardo d’Azione. A loro dire, avrebbe fatto accessi agli atti senza prima consultarle. La votazione ha visto una spaccatura nel gruppo di maggioranza presente in commissione, quindi dei quattro consiglieri che rappresentano il M5S, tre hanno votato contro l’elezione di Garau (Melis, Serra e Deidda) e uno a favore (Pilloni), mentre la minoranza compatta ha confermato la sua preferenza per l’esponente sardista. La presidente del consiglio comunale Caria, ha preso tempo e dovrà dichiarare se Garau è stato eletto o meno, “una situazione pirandelliana che lascia il comune senza l’organo di garanzia e controllo previsto dalla legge”. Garau ha replicato: “Il M5S doveva trasformare il palazzo di Assemini in una “casa di vetro”, in questo caso, è un vetro opaco, molto opaco a tal punto da impedire la normale attività di una commissione di garanzia. Non mi sorprende la presa di posizione delle consigliere grilline, più volte protagoniste di attacchi  bizzarri e rozzi nei confronti del sottoscritto, il fatto che abbiano espresso il loro dissenso sulla mia presidenza, è un motivo di grande soddisfazione, significa che ho colpito nel segno, ci sono questioni molto nebulose che devono essere approfondite e questo non avverrà sicuramente con gli accessi agli atti. La Deidda è stata protagonista in consiglio comunale di un attacco squallido nei miei confronti, in un consiglio dove ero assente e dove ha fatto passare il messaggio che la mia attività, addirittura, sarebbe quella di controllare i cittadini nelle questioni private, esponendo cosi, la mia persona, a chissà quali conseguenze, qualora qualcuno possa dare seguito alle parole in libera uscita della consigliera grillina. Per formazione professionale, ho sempre una grande fiducia negli organi inquirenti e sono certo che anche in questo caso, verrà stabilita la verità”.

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