Le prenotazioni? C’erano, sino a qualche mese fa: “Dalla Germania, dalla Francia e dell’Austria”. E poi? “E poi è arrivato il Coronavirus e le cancellazioni, superiori al settanta per cento”. Anna Ruggiu, 57 anni, è la titolare di un bed and breakfast di Bosa, “da quattordici anni. Dallo Stato non ho ricevuto nessun aiuto, sembra che la nostra categoria sia invisibile. Gli stranieri hanno disdetto per la paura del Covid ma anche perchè le frontiere sono ancora chiuse e si è pure parlato dei tamponi, sono tutte restrizioni troppo grandi. Non ho prenotazioni, al momento, spero che migliori a luglio e agosto”. Gestire il b&b è l’unica occupazione della donna: “Pago le tasse, tutte quante, da sempre. Ringrazio il Comune e il sindaco di Bosa perchè ci ha aiutato con i buoni pasto, io li ho ricevuti ma è stata un’umiliazione, ho sempre lavorato e non ho mai chiesto niente a nessuno”.

Il piatto piange, insomma. Cosa fare? “Spero che le prenotazioni arrivino nei prossimi mesi, ho sentito che la Regione dovrà mettere nuovi fondi per il settore turistico, speriamo bene”.

L'articolo “B&b a Bosa vuoto dopo 14 anni, che umiliazione chiedere i buoni pasto al Comune” proviene da Casteddu On line.

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