di Sara Panarelli

Presidente Anci: bloccare l’assalto dalle zone rosse alle seconde case in Sardegna. “Mi auguro che la regione prenda una posizione contraria chiara, forte e unitaria sul tema. Il virus si muove con le persone. Se le persone si fermano in un luogo è più semplice controllare i cluster e non attivarne di nuovi. Io penso che da una zona rossa debba essere vietato spostarsi verso una zona bianca se non per salute e per lavoro, e per chi ha già fatto il vaccino”. Per il presidente regionale dell’Anci, Emiliano Deiana, la strada maestra è segnata. Ed è molto chiara: bisogna fare in modo che il governo blocchi la possibilità di spostamenti verso le seconde case da una zona rossa a una bianca. Per dirlo in soldoni, da Lombardia, Veneto o Piemonte, o da qualunque altra zona dove i contagi stanno nuovamente impazzando verso la Sardegna. “In questa fase servirebbe che il governo facesse propria questa scelta di assoluto buonsenso e prospettiva. Alla regione Sardegna chiediamo di prendere questa posizione e al contempo rafforzare il sistema di controlli in entrata: vaccinati, persone che si sono sottoposte a un test antigenico rapido in porti e aeroporti”, aggiunge Deiana.

 

Il ricordo della scorsa estate brucia ancora e brucia tanto. Le macerie ancora si contano. La rabbia, per essere vittime additate come carnefici, è ancora viva. Ecco perché, dice Deiana, bisogna fare di tutto e anche di più per bloccare gli spostamenti dalle zone rosse verso la nostra isola, che sta tentando con le unghie e con i denti di restare aggrappata a quel brandello di normalità garantito dalla zona bianca.
Se invece non sarà possibile bloccare gli spostamenti dalle zone rosse, allora, spiega il presidente Anci, l’unica strada è rivedere l’ordinanza: basta scegliere se fare subito il tampone, rinviarlo a 48 ore o optare per la quarantena, che chissà mai se viene fatta. Il tampone si fa immediatamente, oppure si arriva con un certificato di vaccinazione o negatività già in tasca. “Chi arriva deve immediatamente sottoporsi al test”. Ma Deiana richiama alla responsabilità anche i sardi: “Noi dobbiamo difendere la zona bianca innanzitutto migliorando i nostri comportamenti, perché non possiamo permetterci di mettere a repentaglio la nostra economia che si basa sul turismo”.

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