È “vaccinata con due dosi e positiva dal primo gennaio”, Angela De Serra, 65 anni, professoressa di Cagliari (insegna al tecnico Martini). Il virus entra nella sua vita con l’inizio del 2022, e la stravolge. La protezione doppia del vaccino si è rivelata insufficiente, “ho avuto febbre, mal di gola e raffreddore”. Sintomi che l’hanno portata, a Capodanno, a farsi un tampone casalingo. E, due giorni dopo, il 3 gennaio, a raggiungere con l’automobile l’Ats in via Romagna: “Tampone al drive in, positivo come quello fatto in casa. Mi è stato detto che sarebbe stato il mio medico a dover certificare la mia positività, ed è iniziato il delirio”, racconta l’insegnante. “Lui ha detto che non era tenuto a fare nulla, solo dopo la mia insistenza ha comunicato la mia positività all’Ats. Sono isolata nella mia seconda casa, dove sono andata sin da subito per non contagiare anche mio marito”. Angela De Serra è blindata tra quattro pareti e non sa quando potrà rivedere la luce: “Il mio medico di famiglia è stato netto, non mi fa nessun certificato di malattia sino a quando non scatterà la comunicazione della quarantena da parte dell’Ats”. E così, la prof si trova tra due fuochi.“Avrebbe potuto farmi un certificato per una semplice influenza, ma è stato categorico: sa che ho il Covid e che, quindi, esiste un’unica tipologia di comunicazione. Se non riceverò il foglio entro lunedì sarà un grosso problema, visto che devo tornare in classe ad insegnare. Ora mi sento meglio, hi solo la tosse ma non so se sono negativa, e la mia quarantena scade proprio lunedì”.

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