Il Santissima Trinità di Cagliari, fortunatamente, pian piano si svuota dai pazienti colpiti dal Coronavirus. Ma resta più di una maceria, se così si può dire, dentro il primo Covid hospital aperto nel capoluogo sardo. A doverle rimuovere sono gli infermieri, scesi in piazza per protestare. Andrea Zucca, 38 anni, è uno di loro: “Lavoro nel reparto di Medicina Covid, la situazione che si sta vivendo è lo specchio della pessima gestione regionale della sanità”. Cioè? “Nessun turnover, ci sono colleghi con anche ventuno anni di servizio bloccati e non sostituiti da giovani. E, poi, tutte le prese in giro sul bonus Covid, stanziato ma mai arrivato”. Il giovane infermiere, dall’alto dei suoi undici anni di carriera, è netto: “Siamo stati utilizzati come giocattoli, mandati in trincea senza un centesimo in più. Si è giocato abbondantemente sulla nostra pelle”.Per fortuna, Zucca non è mai risultato positivo al virus: “Nel mio reparto i dispositivi di protezione individuale ci sono sempre stati, non posso però dire altrettanto di tanti altri reparti da sempre in prima linea sull’emergenza Covid. Stiamo vivendo una gravissima carenza di personale, sono costretto a trattenermi oltre l’orario”.

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