Oristano

La pandemia condiziona ancora molti eventi e fa aumentare i costi

Sagre, manifestazioni e grandi eventi: sul finire dell’anno anche in provincia di Oristano si avvia una leggera ripresa, anche se la parola d’ordine è “prudenza”.

“La maggior parte sono piccoli eventi, per dare un segnale di ripartenza”, chiarisce il presidente del Comitato provinciale delle Pro loco UNPLI, Pino Diana che spiega come nel 2020, rispetto al 2019, le Pro loco della provincia di Oristano, che hanno dovuto rinunciare alle abituali manifestazioni, abbiano visto una riduzione del 60% di entrate legate alle loro attività.

La difficoltà maggiore riguarda i varchi: “Ne avremo 4”, spiega Paolo Sanneris, presidente della Pro loco di Arborea, alle prese con l’organizzazione della Sagra della Polenta. “L’impegno maggiore sarà destinato alle persone competenti che possano controllare anche i green pass”.

Incombenza che si traduce anche in un aumento dei costi: “A naso”, quantifica Sanneris, “non meno del 15%”.

“L’aggravio è legato alla presenza di persone preposte al controllo del green pass e degli assembramenti”, spiega il presidente della Pro loco di Oristano, Gianni Ledda, che dopo aver rinunciato alla Sartigliedda estiva, lascia una possibilità per quella del lunedì di carnevale: “È presto per le certezze, va di pari passo con la Sartiglia. È sicuramente più difficile organizzarla, ma non impossibile”.

“In alcuni casi i costi non lievitano”, spiega Pino Diana, “se per esempio i comuni offrono personale o si fa ricorso ai volontari”.

“Quelle attuali sono condizioni che sommate tra loro appesantiscono l’organizzazione degli eventi, già difficile in precedenza”,  conclude Diana, che non rinuncia all’organizzazione degli eventi natalizi a Terralba: “Nel mese di dicembre avremo diverse attività”, spiega, “concerti, teatro delle marionette, un coro Gospel e pensiamo anche al Capodanno”.

Chi ha dovuto rinunciare a svolgere la tradizionale manifestazione è la Pro loco di Milis:  nuovamente annullata la Rassegna dei Vini novelli. “Quest’anno le incognite erano davvero troppe”, spiega la presidente della Pro loco Simona Manca, “La nostra è una manifestazione particolare, gli unici introiti sono legati all’acquisto dei bicchieri. I costi per la gestione degli accessi e dei controlli anti-Covid si sarebbero sommati alle altre spese per la sicurezza, che negli ultimi anni sono lievitate”.

Insomma, la Rassegna dei Vini novelli oggi non si reggerebbe da sola. “Nel 2019 per andare in pari avevamo bisogno di almeno 20-25mila presenze e tra i 5mila e i 5.500 bicchieri venduti. Adesso”, continua Manca, “è tutto più difficile, perché per garantire la riuscita della manifestazione in termini economici c’è bisogno di numeri importanti”.

“Quando quest’anno abbiamo deciso di non organizzare la rassegna abbiamo tenuto conto dei rischi legati all’andamento della pandemia. Inoltre”, conclude la presidente della Pro loco, “avremmo dovuto prenotare i vini e i bicchieri con mesi d’anticipo, non si può pensare di fare tutto in poche settimane. Probabilmente la Rassegna dei Vini novelli così come la conosciamo ha bisogno di una rivisitazione della formula, perché così non è più sostenibile”.

Sabato, 6 novembre 2021

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Fonte: Link Oristano

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