“Alla sanità in emergenza i soldi delle esercitazioni militari”
A Foras chiede una moratoria e organizza una manifestazione a Capo Frasca

La locandina sull’incontro a Capo Frasca

Meno missili e più salute. A Foras – Contra a s’ocupatzione militare de sa Sardigna ha organizzato per giovedì 19 novembre una manifestazione davanti all’ingresso del poligono di Capo Frasca, per chiedere lo stop alle esercitazioni e il reimpiego delle somme risparmiate nel potenziamento della sanità pubblica sarda.

“Come movimento che si oppone all’occupazione militare della Sardegna, A Foras non può chiudere gli occhi di fronte a questa situazione disastrosa”, spiega l’associazione in un comunicato. “A distanza di pochi mesi dalla prima ondata della pandemia da Covid-19, la sanità sarda è sprofondata in un abisso di disorganizzazione e mancanza di risorse, tenuta in piedi solo dalla buona volontà degli operatori sanitari. Le nefaste conseguenze della seconda ondata si ripercuotono su tutti i cittadini e le cittadine sardi, a causa soprattutto della miopia delle istituzioni politiche regionali e statali”.

“Eppure, fin dal primo ottobre tutte le basi militari italiane in Sardegna hanno ripreso a ospitare esercitazioni a fuoco a cadenza quasi quotidiana, con uno sperpero di milioni e milioni di euro”, denuncia A Foras. “A questo quadro si aggiunge la scelta del Governo, nelle bozze sull’utilizzo del Recovery Fund, di spendere ben 30 miliardi nel settore della Difesa”.

Nell’incontro a Capo Frasca, (inizio alle 15, “nel pieno rispetto di tutte le misure necessarie a garantire la sicurezza dei partecipanti”), l’associazione vuole discutere e rilanciare le richieste già avanzate la scorsa primavera: oltre a “una moratoria su tutte le esercitazioni militari, chiediamo che la Regione e lo Stato ritirino i finanziamenti a progetti utili solo agli interessi delle forze armate e al profitto delle industrie del settore bellico. A titolo di esempio, chiediamo lo stop al finanziamento del progetto SIAT di Teulada, al co-finanziamento pubblico della piattaforma per i test dei motori missilistici nel Poligono di Quirra e al co-finanziamento del progetto Caserme Verdi, che riguarda – in Sardegna – le tre caserme dell’Esercito a Cagliari e quella di Teulada”.

A Foras propone che i soldi risparmiati in questo modo siano reinvestiti nel potenziamento della sanità pubblica sarda: “È una questione di priorità: non è possibile continuare ad assistere allo sperpero dei nostri soldi in progetti che contribuiscono alla depressione economica delle comunità a cui apparteniamo e alla devastazione della terra in cui abitiamo, mentre la sanità viene costantemente depotenziata da anni, con i risultati evidenti sotto gli occhi di tutti”.

Lunedì, 16 novembre 2020

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Fonte: Link Oristano

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