Alan Kurdi, Mele (Lega) risponde ad Arru: “Ha scatenato attacchi misogini”
La consigliera oristanese aveva manifestato contro l’arrivo a Olbia della nave della Ong Sea-Eye

Botta e risposta sul caso Alan Kurdi tra l’ex assessore alla Sanità Luigi Arru e la consigliera regionale Annalisa Mele. L’esponente oristanese della Lega qualche giorno fa aveva manifestato il suo dissenso all’arrivo a Olbia della nave della Ong tedesca Sea-Eye. Arru aveva attaccato pubblicamente sui social la scelta della consigliera regionale. Il post dell’ex assessore alla Sanità aveva attirato tanti commenti che non sono piaciuti a Mele. La consigliera regionale ha scelto così di rispondere con un comunicato stampa all’attacco di Arru. “Con un suo post mi ha esposto alla gogna su Facebook, tacciando la sottoscritta di insensibilità umana e professionale”, scrive Mele.

La consigliera oristanese dice di “aver manifestato pacificamente il dissenso sullo sbarco di immigranti, rifiutati da altri paesi dell’Unione europea. Quella stessa nave”, continua Mele, “era stata respinta prima da Malta e successivamente, una volta arrivata a Marsiglia, è stata rifiutata, con un deciso diniego di Macron, dalla Francia”.

Mele respinge al mittente le accuse e ribadisce l’urgenza di una visione comune europea sul tema sbarchi: “Abbiamo sempre dichiarato che in casi come quello di Olbia, innanzitutto andava fornita la massima assistenza, anche sanitaria, a 360 gradi, in primis a donne e bambini, e a chiunque ne avesse avuto bisogno. Il problema che abbiamo sollevato come Lega è quindi soprattutto politico. L’Europa sta nuovamente lasciando sola l’Italia con un problema tragico e antico”.

Alla consigliera regionale non è andato giù l’attacco “volgarmente personale” di Arru. Il post dell’ex assessore alla Sanità non è piaciuto a Mele, perché “ha scatenato una macchina d’odio e di fango che francamente in Sardegna non avevo mai visto in opera, contro una persona eletta democraticamente, coinvolgendo la sfera della sua professionalità, messa in dubbio e massacrata a causa di idee politiche professate pacificamente”.

E a chi invoca la radiazione dall’albo dei medici, risponde: “Poco manca che sia stata paragonata al Mostro di Firenze. E così i laudatori della eroica indignazione del noto paladino degli oppressi, dott. Arru (ma non paladino dei pazienti degli ospedali, soprattutto periferici della Sardegna, quando gestiva il potere), mi hanno paragonato anche al medico dei lager nazisti Mengele, quello che trattava i deportati nei campi di concentramento come cavie umane”.

Mele poi punge l’Unione europea: “Dov’è la solidarietà europea tanto pomposamente strombazzata nei giorni scorsi da Ursula von der Leyen (subito smentita da Macron)? Che fine ha fatto il Patto di Responsabilità sulle Migrazioni dell’Unione europea? Assistiamo nuovamente a grande ipocrisia dell’Unione europea, che si mostra a parole solidale con gli immigranti, ma che poi riversa totalmente la gestione del problema sull’Italia”.

La consigliera regionale ribadisce ancora la necessità di un piano comune per combattere piaghe come lo schiavismo e il caporalato: “Dobbiamo fermare, non solo frenare, una vergognosa tratta di schiavi. Un conto sono i rifugiati politici, e tutti gli immigrati regolari a cui va il massimo della solidarietà; altro, invece, sono coloro che si riversano in maniera incontrollata nelle nostre coste, senza un minimo di prospettiva di lavoro, e in balia di spregiudicati trafficanti di esseri umani, tra cui donne e bambini, che poi vengono puntualmente reclutati e sfruttati da mafie locali”.

“Non accetto lezioni di morale da nessuno”, prosegue Mele, “tanto meno da certi dottori, seduti comodamente ‘in prima fila’ nella sedicente lotta a favore degli immigranti, lotta che si riduce ad aizzare il branco per salire sull’altare come medico buono. A questi dottori chiedo che cosa hanno fatto concretamente, sul piano pratico, come impegno personale, per aiutare queste vittime di una immane tragedia dei nostri tempi, e di criminali senza scrupoli. C’è qualcuno che tra questi indignatissimi signori, ha dedicato sette giorni dei quattordici giorni di ferie annuali, concesse dal lavoro dell’emergenza territoriale, come ho fatto io, volontaria a Lampedusa per concretizzare la propria ‘sensibilità professionale’?”.

Attacchi alla persona, misoginia e minacce: l’esponente della lega non ci sta. “Il post dell’ex assessore Pd alla Sanità”, continua Mele, “ha suscitato una massiccia serie di calunnie e diffamazioni (mi si attribuiscono frasi indegne, mai pensate o pronunciate), e suscitato anche immancabile misoginia, contro la mia dignità di donna, persino, incredibile a dirsi, da donne (‘Signora?’, mi apostrofa una indignatissima seguace dell’indignatissimo Arru). Ma soprattutto sono fioccate concrete minacce di percosse, e persino di eliminazione fisica”.

La consigliera oristanese ne ha anche per un dirigente scolastico, reo di aver “postato la foto, lanciando una campagna di proscrizione, che ricorda i tempi delle peggiori dittature, con tanto di tipica didascalia: ‘Non dimentichiamo le loro facce, i loro nomi’. Riguardo a questi e altri insulti, e diffamazioni varie alla mia professionalità, e alla mia persona, che combatte pacificamente per le sue idee, condivise da milioni di italiani, se ne riparlerà al più presto presso tutte le sedi competenti”.

Infine Annalisa Mele attacca Arru per quanto fatto alla guida della Sanità sarda, definendolo “succube e allo stesso tempo artefice di una gestione disastrosa della sanità”. “Le conseguenze drammatiche di una dissennata politica centralistica e autoritaria, portata avanti da Moirano, s’istranzu, Arru & Compagni”, continua ancora Mele, “sono tuttora vivissime e di ardua estirpazione. Il dott. Arru, che reputa incomprensibile chi la pensa diversamente da lui, a sua volta è anche un incompreso. Dai suoi elettori nuoresi. Che gli hanno inflitto una sonora bastonata elettorale”.

“Io combatterò, ancora più determinata, come consigliere regionale della Lega, come medico, come donna, la battaglia per una Sardegna ed un’Italia con valori vissuti con coraggio morale, e senza il velo dell’ipocrisia”, conclude Mele, “compresa quella di ipocriti seguaci di Ippocrate, cresciuti e pasciuti in salottini chic, dove si annida la peggiore intolleranza, stalinista e nazista, verso chi la pensa diversamente da loro”.

Lunedì, 28 settembre 2020

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Fonte: Link Oristano

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