Al servizio di Oncoematologia porte chiuse per 300 malati, costretti a migrare
Gli ambulatori dell’ospedale San Martino di Oristano rimasti senza medici e accreditamento

Molte promesse, assicurazioni e annunci, ma niente di più. Svuotato gradualmente del personale medico, e indisponibile per i nuovi pazienti, il servizio di oncoematologia di Oristano da un anno continua a funzionare in maniera ridotta, anzi ridottissima, con il responsabile da oltre sette mesi rimasto solo a seguire le terapie in Day Hospital, le visite dei circa 2000 pazienti ancora in carico al presidio, oltre alle consulenze interne.

I suoi tre colleghi ematologi in servizio all’inizio dell’anno scorso, infatti, alla scadenza dei loro contratti, uno dopo l’altro hanno dovuto fare le valigie e cercare altra collocazione, e non sono mai più stati sostituiti. Nè alcun medico a tutt’oggi è arrivato a Oristano fra quelli delle graduatorie delle due selezioni bandite nel frattempo dall’ATS.

Ma a imporre una severa limitazione all’attività della oncoematologia è stato sopratutto l’Assessorato alla sanità che, con una disposizione emanata circa un anno fa, ha imposto il blocco dell’avvio delle terapie oncoematologiche in pazienti di nuova diagnosi, in attesa dell’accreditamento della struttura. Una procedura di cui non si sa niente, anche se la sua conclusione – insieme all’arrivo di nuovo personale medico – qualche mese fa è stata annunciata come imminente dall’assessore alla sanità Mario Nieddu.

Risultato: da un anno quanti scoprono di avere una patologia di interesse oncoematologico  non possono essere presi in carico dal San Martino di Oristano, ma per visite e terapie sono costretti a rivolgersi ai medici del reparto di Oncoematologia del Businco, già sovraccarico, o agli ospedali di Nuoro e Sassari. Con tutti i disagi e costi che i lunghi viaggi comportano per pazienti di particolare fragilità, indeboliti dalle impegnative terapie oltre che dalla malattia.

Luigi Curreli

“Le richieste di prime visite che siamo stati costretti a respingere sono finora almeno 300 – spiega Luigi Curreli, segretario Anaoo per l’ATS, e anche responsabile dell’Oncoematologia del San Martino – “ma in realtà le limitazioni non riguardano solo i pazienti di nuova diagnosi. Anche i pazienti già in terapia che hanno bisogno di terapie innovative sono costretti a spostarsi altrove perché alla Oncoematologia di Oristano, in assenza di accreditamento, non è concessa la somministrazione di questi farmaci”.

Da sottolineare che la decisione dell’Assessorato alla sanità di bloccare l’attività dell’oncoematologia di Oristano, è arrivata dopo un periodo di 11 anni di regolare funzionamento del servizio.

Lo stop alla presa in carico di nuovi pazienti è giunto, inoltre,  dopo una vicenda giudiziaria conclusa con la condanna dell’ATS, che non aveva consentito la somministrazione a Oristano di una terapia a base di farmaci innovativi a una paziente che ne aveva bisogno, ma non poteva affrontare i disagi di un viaggio. Una vicenda per la quale si erano mobilitati associazioni e esponenti politici, tutti schierati al fianco della paziente.

Lunedì, 8 febbraio 2021

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Fonte: Link Oristano

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