“Addio caro Gimmy De Agostini, ci rivediamo in acqua fratello mio”: choc dopo la tragedia sulla Sulcitana. La tragedia che è costata la vita a un trentenne cagliaritano, Gianmarco Deagostini, conosciutissimo nel mondo dello sport e in particolare del surf. Come atleta il ragazzo aveva anche una frequentatissima pagina Fb: la sua Ford Focus si è schiantata al km 6,500 della Sulcitana contro la Fiat 500 guidata da un 47enne di Capoterra, che ora si trova ricoverato in gravissime condizioni. Forse una distrazione, forse un malore o un colpo di sonno: da accertare le cause della folle deviazione contromano che ha portato la Focus guidata dal trentenne cagliaritano, secondo le prime analisi della Polizia Locale, a schiantarsi contro la 500 in quel tratto maledetto della statale 195. Sulla sua pagina Fb Gimmy De Agostini scriveva con orgoglio: Un sogno,sempre alla ricerca dell’onda perfetta,sempre alla ricerca del perfezionamento, sempre alla ricerca del divertimento.. un unica parola SURF. Il mio sogno inizia a 13 anni.. Posai lo sguardo su un onda.. e su un uomo che la domava..dovevo provare anche io a domare le onde ad essere così bravo. Ecco..la prima volta.. Non scorderò mai l’indescrivibile sensazione di paura misto adrenalina che mi si scaricò dalle punte dei capelli sino alle punte dei piedi.. Sono passati 10 anni.. e quella sensazione è sempre la stessa.. Il surf è una passione coinvolgente, plagia la mente di chi ne è schiavo, io dedico la mia vita a questo sport, e non la cambierei per nulla al mondo..e questo lo faccio per me stesso, per le persone che credono in me e per quella prima volta che tutti sanno che non sarà l’ultima”, parole piene di passione,

La tragedia di oggi si porta via un ragazzo forte, pieno di vita, che amava il mare e il surf come la sua grande passione e che era stimato e conosciutissimo da tanti come una bravissima persona. L’ amica Laura scrive sulla sua pagina Fb, ritraendolo in  una bellissima foto: “Ti aspettavo a Tenerife… Dovevi venire a surfarci tutto e a farmi spaccare dalle risate come sempre.. Invece no!! Stavolta mi devi far piangere e pure tanto! Ti voglio bene amico, rimarrai sempre nella storia, sappilo!”. Ma sono tantissimi i cuoricini e i messaggi di cordoglio sulla sua bacheca, quasi a ricordarci quanto una vita possa volare via in un attimo fatale spezzando il sorriso di un ragazzo che amava cavalcare la vita con grande coraggio. “Ciao amico mio…. Ti ricorderò sempre con il tuo sorriso e la tua voglia di vivere!!!!”, scrive l’amico Ezio.

Una voglia di vivere, la sua, come quella delle tantissime persone che hanno perso la vita su quella maledetta statale Sulcitana. Perchè se è vero che il drammatico incidente di oggi è stato dettato da una imprudenza, è anche vero che quello è il tratto più pericoloso della statale 195, già disseminato di croci in passato. Ed è vero che l’iter della nuova statale a quattro corsie, quella che dovrebbe essere scorrevole e sicura, è iniziato nel 1997 con le prime conferenze di servizi e ancora la strada non è stata inaugurata. E’ lì, in costruzione sui monti e sulle colline sventrate tra Macchiareddu e Capoterra, forse (è il caso di dirlo) ne vedremo un tratto pronto entro l’anno. Alcune ditte sono fallite facendo ricominciare tutto da zero. Poi anche il Covid ha rallentato i lavori, ma si può dire senza timore di essere smentiti che dopo 24 anni la nuova Sulcitana è il simbolo di come in Italia le opere pubbliche vadano incredibilmente a rilento.

Parliamo di una statale che ospita la Saras, la più grande azienda della Sardegna, la più grande raffineria del Mediterraneo. Che collega Cagliari con le coste di Pula e Chia, che d’ estate sono meta di migliaia di turisti. E che ogni giorno è percorsa dai pendolari di Cagliari ma anche di Capoterra, Villa San Pietro, Pula, Sarroch, Domusdemaria e Teulada. paesi che in tutto ospitano circa 60mila abitanti. Le rotatorie hanno reso più sicuro il tratto verso Sarroch, ma all’altezza di Giorgino la strada è ancora pericolosissima e l’asfalto corre praticamente a pochi metri dal mare, con la spiaggia ormai semi cancellata dall’erosione. E come ha dimostrato l’alluvione di due anni fa, quando la Sulcitana fu sventrata dalla forza della pioggia, ci sono anche rischi idrogeologici. Nel frattempo sulla 195 si continua a morire, aspettando quei tagli del nastro sinora impediti dalla burocrazia. 

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