R. B. Non ce l’ha fatta. Dopo anni di trasferte della salute a Nuoro aveva ottenuto, con una causa legale, di avere le cure vicino a casa sua a Oristano. Poco meno di un anno dopo è morta. “Ora si scuotano le coscienze. Basta morti di burocrazia“, ha attaccato Giorgio Vargiu di Adiconsum Sardegna, “il quadro clinico, già critico, si era ulteriormente aggravato anche a seguito delle vicissitudini e dei ritardi a causa del mancato riconoscimento del diritto alla somministrazione delle cure da parte della Regione (ottenuto solo dopo un’azione legale)”.

Adiconsum esprime condoglianze ai familiari, ma anche “costernazione e sconforto per il tragico epilogo, ma anche dispiacere e rabbia per quello che poteva essere, se avesse prevalso il buon senso e il diritto alla salute della paziente. Ora si scuotano le coscienze. Non è possibile che si anteponga la miope procedura burocratica al diritto alla salute e alla vita dei cittadini. E’ necessario e non più rinviabile dare piena operatività alla Struttura di Oncoematologia del del San Martino perché tutti i pazienti del territorio sono costretti alle cure a Cagliari, Sassari e Nuoro”.R. B., 78 anni, aveva vinto la propria battaglia:  conquistando il diritto di curarsi nella propria città invece di impegnarsi in faticosissime trasferte.La storia. R. B. aveva un mieloma. E dal momento l’ospedale della sua città non poteva somministrarle la cura adatta, era stata costretta a trasferte per la chemio al San Francesco di Nuoro, accompagnata dal marito 83enne. Sveglia alle 5, 30 in auto fino al capoluogo barbaricino per 5/6 ore di chemio e poi il rientro a Oristano. Insomma un faticaccia, perché nausea, vomiti e capogiri causati dalla terapia, durante il viaggio in auto si accentuavano.La donna chiese così di poter essere curata a Oristano. Il reparto di Oncoematologia del San Martino si era detto favorevole, ma la Regione ha detto no perché la struttura di Oncoematologia del San Martino non risultava autorizzata e pertanto non potevano essere prescritti farmaci ad indicazione oncoematologica”. La donna si è dunque rivolta al Tribunale che le ha dato ragione ordinando la somministrazione delle cure. Respinte le tesi contrarie della Regione e dell’ATS: “Non si può morire di burocrazia”, dichiara Adiconsum Sardegna.

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