Ha pubblicato su Facebook i due cedolini della cassa integrazione. Riportano due date, una di gennaio e l’altra di febbraio. Il totale? Meno di settecento euro. E tanta rabbia a contorno. Mario Dessì, 40 anni, di Cagliari, gestisce insieme ai suoi genitori uno dei chioschi di viale Buoncammino a Cagliari. Ha condiviso l’articolo del nostro giornale di ieri, la notizia era quella degli assembramenti davanti ai “caddozzoni” del Poetto. Dessì tagga il sindaco Paolo Truzzu, l’assessore comunale delle Attività produttive Alessandro Sorgia, il presidente regionale Christian Solinas e addirittura Mario Draghi e Sergio Mattarella. E chiede: “Non capisco, come si può bloccare una categoria super controllata come i ristoranti e le attività produttive? Noi ristoratori siamo a un passo dal baratro e poi in giro vedi certe cose. Come si può continuare a rispettare le regole a discapito delle nostre famiglie, figli e a discapito di tutti i sacrifici fatti da generazioni, se poi si palesano certe scene? Vi prego, qualcuno risponda. Allego i cedolini di cassa integrazione ricevuti dal mese di novembre”, scrive Dessì. Contattato dal nostro giornale, spiega: “Ristori? Praticamente nulla, e la cassa integrazione sempre in ritardo. Novembre l’ho avuta a gennaio, gennaio a febbraio, poi nemmeno un centesimo. Lavorare solo con l’asporto è un dispendio ulteriore di forze e soldi, il nostro chiosco è chiuso da quando siamo in zona arancione. Dopo un anno di sacrifici siamo agli sgoccioli”.

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