SIURGUS DONIGALA. Adele Desogus, una dei tre siugusdonigalesi che hanno raggiunto l’invidiabile traguardo del secolo di vita , ha compiuto il centunesimo compleanno. L’ultracentenaria, terzogenita dei cinque figli (tre femmine e due maschi) messi al mondo da Rosina Scano, casalinga, e Amedeo, agricoltore, è nata a Siurgus (oggi Siurgus Donigala). il paese che segna la linea di confine tra il Gerrei, il Sarcidano e la Trexenta, il 26 marzo 1920, alle sette del mattino, in una casa ubicata al civico 6 della via Lostia (oggi via Meridiana) come si legge nell’atto di registrazione compilato dal sessantaseienne Felicino Piras, l’ allora responsabile dell’ufficio anagrafe del comune. Nell’atto di nascita si legge pure, fatto insolito e curioso, “la bambina Adele è stata dispensata dall' essere portata nella sede comunale perché la giornata era particolarmente ventosa”.

I comuni di Siurgus e Donigala sono stati ufficialmente accorpati il 29 luglio 1927 con un regio decreto firmato dal re Vittorio Emanuele terzo e sottoscritto dal presidente del consiglio Benito Mussolini e dal ministro di grazia e giustizia e affari di culto (guardasigilli) Alfredo Rocco. Tzia Adele ha avuto una infanzia e una adolescenza serena. Ha avuto la fortuna di frequentare le cinque classi della scuola elementare e ha conseguito la licenza con buoni voti. L’ultracentenaria fin dalla giovane età ha avuto una spiccata “manualità”. Abilissima a ricamare, lavorare con l’uncinetto e tessere col telaio tradizionale, ha preparato il corredo di diverse spose delle famiglie benestanti del paese. Ha rifiutato la corte di diversi pretendenti e ha preferito non sposarsi e rimanere “single” per scelta, per potersi dedicare agli adorati genitori. Tzia Adele vive con la sorella novantatreenne Pietrina (Pina) e il nipote Daniele Murru. Ha sempre mangiato con moderazione senza mai eccedere anche se le pietanze erano di suo gradimento. “De sa mesa mindi seu sempri pesara tenendi ancora famini” (dal tavolo mi sono sempre alzata avendo ancora fame)- afferma-. Non ho mai fatto dei pasti completi (pranzo, cena). Ho sempre preferito mangiucchiare qualcosa quando ne sentivo la necessità, indipendentemente dall’orario. Oltre al dna presumo sia proprio questa consuetudine il segreto della mia longevità”.

Tra i primi ad esternarle gli auguri i 14 nipoti e i 10 pronipoti. Nonna Adele ha molto gradito la visita del sindaco di Siurgus Donigala Antonello Perra, che le ha donato una pergamena con l’estratto dell’atto di nascita, e del parroco don Sergio Girau. L’anno scorso entrambi sono stati costretti a farle gli auguri con una diretta Whatsapp a tre. A Siurgus Donigala vivono altyri tre ultra centenari: Luigi Boi (nato il 22 febbraio 1915) e Maria Ignazia Casula (nata il 18 maggio 1920). (Gian Carlo Bulla)

SIURGUS DONIGALA. Adele Desogus, una dei tre siugusdonigalesi che hanno raggiunto l’invidiabile traguardo del secolo di vita , ha compiuto il centunesimo compleanno. L’ultracentenaria, terzogenita dei cinque figli (tre femmine e due maschi) messi al mondo da Rosina Scano, casalinga, e Amedeo, agricoltore, è nata a Siurgus (oggi Siurgus Donigala). il paese che segna la linea di confine tra il Gerrei, il Sarcidano e la Trexenta, il 26 marzo 1920, alle sette del mattino, in una casa ubicata al civico 6 della via Lostia (oggi via Meridiana) come si legge nell’atto di registrazione compilato dal sessantaseienne Felicino Piras, l’ allora responsabile dell’ufficio anagrafe del comune. Nell’atto di nascita si legge pure, fatto insolito e curioso, “la bambina Adele è stata dispensata dall' essere portata nella sede comunale perché la giornata era particolarmente ventosa”.

I comuni di Siurgus e Donigala sono stati ufficialmente accorpati il 29 luglio 1927 con un regio decreto firmato dal re Vittorio Emanuele terzo e sottoscritto dal presidente del consiglio Benito Mussolini e dal ministro di grazia e giustizia e affari di culto (guardasigilli) Alfredo Rocco. Tzia Adele ha avuto una infanzia e una adolescenza serena. Ha avuto la fortuna di frequentare le cinque classi della scuola elementare e ha conseguito la licenza con buoni voti. L’ultracentenaria fin dalla giovane età ha avuto una spiccata “manualità”. Abilissima a ricamare, lavorare con l’uncinetto e tessere col telaio tradizionale, ha preparato il corredo di diverse spose delle famiglie benestanti del paese. Ha rifiutato la corte di diversi pretendenti e ha preferito non sposarsi e rimanere “single” per scelta, per potersi dedicare agli adorati genitori. Tzia Adele vive con la sorella novantatreenne Pietrina (Pina) e il nipote Daniele Murru. Ha sempre mangiato con moderazione senza mai eccedere anche se le pietanze erano di suo gradimento. “De sa mesa mindi seu sempri pesara tenendi ancora famini” (dal tavolo mi sono sempre alzata avendo ancora fame)- afferma-. Non ho mai fatto dei pasti completi (pranzo, cena). Ho sempre preferito mangiucchiare qualcosa quando ne sentivo la necessità, indipendentemente dall’orario. Oltre al dna presumo sia proprio questa consuetudine il segreto della mia longevità”.

Tra i primi ad esternarle gli auguri i 14 nipoti e i 10 pronipoti. Nonna Adele ha molto gradito la visita del sindaco di Siurgus Donigala Antonello Perra, che le ha donato una pergamena con l’estratto dell’atto di nascita, e del parroco don Sergio Girau. L’anno scorso entrambi sono stati costretti a farle gli auguri con una diretta Whatsapp a tre. A Siurgus Donigala vivono altyri tre ultra centenari: Luigi Boi (nato il 22 febbraio 1915) e Maria Ignazia Casula (nata il 18 maggio 1920). (Gian Carlo Bulla)

Fonte: La Nuova Sardegna

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