Serramanna, scuole chiuse da quasi una settimana e la didattica a distanza fatica a essere avviata. “Mia figlia a casa da 5 giorni e continuerà a starci ancora causa della scuola chiusa per Covid – spiega A. D., un genitore – nessuna didattica a distanza, solo un’ora questa mattina con 10 minuti di preavviso. Avete avuto tutta l’estate per programmare ed affrontare situazioni simili e adesso state abbandonando i bambini al loro destino ( o come al solito alla buona volontà delle famiglie). Parlo a livello locale, considerando il fatto che nei paesi limitrofi la DAD è partita subito, il giorno successivo alla chiusura, come a Villamar”.Dal 9 gli studenti della scuola secondaria di primo grado di via Sicilia sono fermi a casa, fino a domenica 18 ottobre, a causa di alcuni casi registrati positivi al covid-19 all’interno della scuola.  “Con la situazione attuale sapevano benissimo cosa sarebbe accaduto, hanno avuto tutta l’estate per pensarci. Le cose, a mio avviso, sarebbero dovute avvenire in questa maniera, ossia appena chiusa la scuola, subito pacchetti didattici da dare ai ragazzi, dal primo giorno senza alcuna attesa e una comunicazione con gli studenti giornaliera per informarli sul da farsi. I ragazzi vogliono  studiare a casa, ma si sentono spaesati nel non aver ricevuto ancora nessun contatto dalla scuola”. La richiesta, insomma, di una maggiore organizzazione all’interno delle classi per evitare che gli studenti perdano ulteriori ore di lezione.Intanto il comune precisa che “questa misura cautelativa che posticipa la riapertura della scuola a lunedì “è volta a preservare la salute di tutta la collettività e non costituisce una vacanza per gli alunni costretti a casa. Ci viene segnalata la presenza di parecchi ragazzi frequentanti la scuola media nelle aree pubbliche del paese e continuano a mancare le dovute comunicazioni da parte dell’ATS”. Per questi motivi “ci appelliamo ancora una volta al senso di responsabilità di genitori e famigliari per far si che i ragazzi stiano in casa quanto più possibile, evitando di far loro liberamente frequentare parchi, strade, piazze o campi da gioco con il rischio di creare assembramenti incontrollabili. Per le medesime motivazioni chiediamo altresì la collaborazione delle società sportive per sospendere temporaneamente gli allenamenti dei ragazzi”. Non un obbligo “ma sono un appello al buon senso di tutti per prevenire conseguenze che possano portare a misure maggiormente restrittive”.

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