Nonna Vincenza, una vita di lavoro, è stata festeggiata da figli e nipoti e dal sindaco di Nuragus il suo paese natale

NURAGUS. Ha fatto il vaccino antinfluenzale ma si è rifiutata di fare quello anti covid nonostante le sollecitazioni dei figli. “No mi da seu intendia. Chi deppu morri passienzia. Appu già biviu meda (Non me la sono sentita. Se dovessi morire poco importa. Ho già vissuto abbastanza)”. Lo ha detto con fermezza Vincenza Sulis, una delle tre ultra centenarie che vivono a Nuragus, il paese del Sarcidano che confina con la Giara e la provincia di Oristano. L’ultracentenaria secondogenita dei cinque figli messi al mondo da Agostina Milia, casalinga, e Salvatore, pastore, è nata a Nuragus il 24 novembre 1920, in via Santo Stefano, nel rione di “Su Pinnatzu”. Ha frequentato le prime tre classi della scuola elementare e ha imparato a leggere, scrivere e fare di conto. Dall’età della prima adolescenza, così come quasi tutte le coetanee del suo paese figlie di persone povere dal punto di vista economico, è andata a fare la collaboratrice domestica a Cagliari, a casa di una famiglia benestante, e ha incrementato così le magre entrate familiari. Nell’agosto 1947, dopo un breve fidanzamento, si è sposata con Salvatore Serra, un reduce della seconda guerra mondiale durante la quale, in Africa, fu ferito e fatto prigioniero dagli inglesi. Il matrimonio è stato celebrato a Nuragus nella chiesta parrocchiale di Santa Maria Maddalena da don Giovanni Desogus. L’ultracentenaria ha messo al mondo sette figli dei quali sei sono ancora in vita: Costantino (72 anni), Gian Battista (70), Rosa (69), Eliana (66), Elena (60), Iole (59). Il primogenito Luciano è deceduto nel 1991.

Nonna Vincenza faceva spesso la spola tra Nuragus e Las Plassas e poi “Su Lau” (frazione di Laconi), località che raggiungeva con la littorina delle ferrovie complementari, per andare a trovare il marito che faceva il guardiano nelle aziende dell’Ente di trasformazione fondiaria e agraria della Sardegna (EtfaS).Nonostante gli impegni gravosi riusciva a trovare anche il tempo da dedicare all’uncinetto, uno dei suoi pochi hobby. Nonna Vincenza, rimasta vedova nel 1998, essendo ancora quasi del tutto autosufficiente, vive da sola. E’ accudita a turno dai figli che vivono a Nuragus ( Rosa, Elena, Gian Battista) e due assistenti: Simonetta e Monica. Durante le festività e nel periodo estivo si alternano anche i figli che non risiedono a Nuragus. Costantino ( Cagliari), Eliana (Torino) e Iole (Vicenza). E’ di buon appetito. Sino ai primi anni del 2000 ha “fatto” un ottimo formaggio, per uso famiglia, con il latte di pecora che quasi giornalmente le forniva il figlio Gian Battista che ha un’azienda agro pastorale a “Lixius” nella Giara. Lo scorso 11 ottobre in occasione delle elezioni per il rinnovo del consiglio comunale è stata una delle prime a recarsi al seggio per votare. Per festeggiare il centunesimo compleanno i figli le hanno organizzato una bellissima festa che lo scorso anno è saltata a causa del covid. Ai festeggiamenti hanno partecipato, 4 dei sei figli, generi, nuore una parte dei 13 nipoti e i 2 pronipoti. Nonna Vincenza ha gradito la visita del sindaco di Nuragus Giovanni Daga che le ha esternato gli auguri a nome di tutta la comunità.

Fonte: La Nuova Sardegna

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