A fare l’elenco, è più facile scrivere quali sono le strade illuminate la sera a Cagliari. Quelle al buio sono in tutti i quartieri, non solo in periferia: via Sonnino, una parte di via Dante, via Scano, via della Pineta, una porzione del Largo Gennari, metà via Tuveri, a intermittenza i lampioni di San Benedetto e della Fonsarda. Una città che, quando cala il sole, diventa pericolosa per gli automobilisti e i pedoni: gli incidenti, nelle ultime settimane, ci sono stati. L’ultimissimo nel cuore della notte in via Sassari, tra ultras laziali e cagliaritani. E, andando indietro di poco più di un mese, la tentata violenza alla studentessa universitaria in via Sulcis, avvenuta quando il sole era già calato. Il sindaco Paolo Truzzu parla apertamente di “manomissioni fatte da mani esperte, attendo il report ufficiale per fare denuncia in procura”. Ma uno dei consiglieri del suo partito, Pierluigi Mannino, ribalta quasi tutto: “Qualche giorno fa via Sonnino era al buio e ho subito fatto la segnalazione. Il problema era dell’Enel, l’energia non arrivava”. E, stando a quanto trapela, almeno anche in un altro caso, legato alla centralissima piazza Gramsci, la “colpa” del buio non sarebbe stata imputabile ai “sabotatori” ma all’azienda elettrica: “Noi non c’entriamo, possiamo solo sollecitare per intervenire, non abbiamo sempre colpe, succede anche per le fogne e i sottoservizi”. Ma da due anni e mezzo c’è il centrodestra al governo di Cagliari, e tanti cittadini sono insoddisfatti dalla gestione della città.Le segnalazioni di strade al buio e di sicurezza ko (come nel caso di “ubriachi e drogati che girano nel cortile della nostra palazzina di via Businco”, denuncia fatta ieri da un nostro lettore) fanno capire che esiste più di un problema. E dal “colpa di Zedda” il passo a “colpa di Truzzu” è stato breve: “Abbiamo fatto tanti appalti e trovato risorse per l’illuminazione, nel 2017 era stato detto che sarebbero stati cambiati tutti i corpi illuminati e sarebbero arrivati i lampioni telecontrollati, ma ce ne sono veramente pochi”, prosegue Mannino. Ma le strade al buio erano molte di meno cinque o quattro anni fa, il problema è scoppiato negli ultimi mesi: “Nessuno ha la bacchetta magica, sono convinto che si stia cercando di fare le cose con poca superficialità”. Ed è lo stesso consigliere a rivelare che “più persone mi hanno evidenziato la presenza eccessiva di gabbiani in città, è un problema al quale dare risposte, bisogna partire dalle piccole cose”. I gabbiani, quindi. Con mezza Cagliari al buio e i residenti di varie strade (una su tutte, via Mercalli) che chiedono strisce pedonali e lampioni per non rischiare di essere investiti quando tornano a casa, visto l’aumento del traffico da quando in viale Marconi c’è il senso unico. E col viale Sant’Avendrace pieno di transenne e con gli operai spariti dopo un anno, nel grande caos del senso unico mandato in soffitta dopo tanti annunci e un sondaggio tra cittadini e residenti.

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