Tavoli solo per vaccinati o guariti anche all’aria aperta, dal 10 gennaio 2022 scatta la nuova stretta per i no vax. Regole identiche in tutta Italia, ovviamente Cagliari non fa eccezione. Un’ulteriore limitazione, quella imposta dal Governo, per arginare il diffondersi della variante Omicron. Ma i ristoratori cagliaritani, già impegnati a controllare il green pass per chi vuole mangiare al chiuso, vedono nella nuova stretta un’ulteriore difficoltà e mazzata. Efisio Mameli la definisce in modo chiaro e netto: “Ennesima limitazione, avevo notato che i contagi stavano scendendo, ovviamente, ma ero sempre molto scettico. Tra un po’ ritorneranno i colori e tutto il resto”, prevede Mameli, riferendosi ai famosi “colori” delle regioni. “Siamo la categoria più esposta e meno protetta. Tasse, banche e Governo: cosa dire? Posso solo aspettarmi che tutto migliori, ma sono molto demoralizzato. Al chiuso non ho notato grandi flessioni degli affari, il problema è che c’è la paura anche di sedersi vicino ad altre persone, se i contagi non scenderanno la gente avrà timore ad uscire di casa. I non vaccinati non sono poi tanti, ma mi sento lo stesso meno protetto dalle istituzioni. Gli indennizzi sono stati marginali rispetto ai danni che ho subìto”, prosegue il ristoratore, “siamo in battaglia ma non stiamo vincendo la guerra. Spero che i clienti siano comprensivi”.Sbigottito e demoralizzato anche Danilo Argiolas: “Siamo sempre più soli, siamo ristoratori e non controllori. Pensare al green pass da chiedere anche all’esterno è insostenibile, oltre a caricarci di maggiori responsabilità avremo meno energie per il nostro lavoro, finiranno tutte per i controlli. Già per Capodanno i clienti hanno deciso di premiare il ristoratore di fiducia, sarà meno peggio rispetto all’anno scorso quando eravamo dovuti restare tutti a casa. Sì, gli incassi scenderanno”, con riferimento alla stretta al via dal 10 gennaio prossimo, “si può rinunciare per il bene comune ma è complicato verificare anche all’esterno, già controllare il green pass per un semplice caffè al banco comporta disagi notevoli. È una regola inapplicabile”, tuona Argiolas, “e rischiamo di avere cali di fatturato e pure sanzioni. Mi sento bastonato, il mio settore continua a pagare più di tutti gli altri. Siamo alle solite, non siamo rispettati ma maltrattati”.

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