Un paese in ginocchio, invaso dal fango e dalla distruzione. A 48 ore dalla violentissima alluvione che ha seminato caos e fatto tre morti, Bitti è devastata. La macchina dei soccorsi è già in funzione da molte ore e, accanto a Esercito e Protezione Civile, ci sono i tanti volontari di onlus e associazioni che hanno anche macinato centinaia di chilometri pur di non far mancare il proprio supporto. Fango, tanto fango mischiato a detriti da dover spalare, serviranno tanti giorni prima che la situazione possa tornare alla normalità. Da Quartu, ieri, sono arrivati i volontari della Sos e il Paff. Da Elmas, invece, è arrivata sino a Bitti la “pattuglia” della onlus Ma. Si. Se. Protezione Civile. Le foto pubblicate nel loro gruppo Facebook rendono sin troppo bene l’idea della devastazione: “Siamo a Bitti, non ci sono parole o immagini ad esprimere lo sgomento”, queste le poche parole corredare dalle foto dei volontari che, armati di vanghe e tantissimo olio di gomito, cercano di liberare strade e cantine. Le associazioni sono decine, tutte in prima linea.E ci sono anche i “privati” che scelgono di mettere a disposizione della comunità di Bitti i propri mezzi meccanici. È il caso del titolare di una ditta edile di Gairo. “Mi rendo disponobile gratuitamente con mezzi meccanici e manuali per dare una mano a fronteggiare la vostra emergenza” scrive Damiano Scattu. Un post Fb, il suo, condiviso dal sindaco gairese Sergio Lorrai: “Fieri e orgogliosi. Portate la nostra solidarietà e vicinanza agli amici di Bitti in questo difficile momento”.

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