Dpcm anti Covid, clamoroso scontro: le Regioni dicono no alle nuove misure di Conte, “vogliamo licei chiusi e ristoranti aperti”

Nuovo Dpcm anti Covid, clamoroso scontro: le Regioni dicono no alle nuove misure di Conte. Era tutto fatto, era tutto pronto, si parlava di conferenza stampa di Conte. Invece le Regioni si oppongono al nuovo decreto. Dicono no alla chiusura alle 18 di bar e ristoranti, per i quali sollecitano la chiusura non prima delle 23 (e delle 20 per i bar). Le Regioni contestano apertamente il premier, mai così all’angolo: vogliono la didattica a distanza al 100 per cento in tutte le scuole superiori, e non al 75 per cento. I governatori non sono d’accordo neppure sulla chiusura di palestre e cinema, quindi si tratta nella notte sulle regole del Nuovo Dpcm. Conte voleva anche la chiusura totale di tutti i bar e i ristoranti la domenica. Non c’è accordo neppure sull’alt allo spostamento tra Regioni. Una lettera durissima dei governatori delle Regioni arriva sul tavolo di Conte in tarda serata e, di fatto,. per adesso ferma il durissimo Dpcm che era pronto a scattare. Si discuterà punto su punto, nella notte e nella giornata di domani.

Ecco tutta la bozza del nuovo Dpcm, in tutta Italia sarebbe impossibile trovare un locale pubblico dove mangiare dopo le 18. Chiuse palestre e piscine, è la sfida disperata contro il virus. Raccomandato non ospitare per pranzi i non conviventi nelle case, cade dunque anche il limite di sei persone. “Con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza”, dunque alt anche alle riunioni familiari per le prossime festività. A decorrere dal 26 ottobre 2020, le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti,gelaterie, pasticcerie) sono sospese la domenica e i giorni festivi; negli altri giorni le predette attività sono consentite dalle ore 5 fino alle 18; il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi;dopo le 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico”, si legge nella bozza. “Resta consentita senza limiti di orario – si legge ancora – la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti;resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 24 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze; le attività di cui al primo periodo restano consentite a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori”. “Resta consentita senza limiti di orario – si legge ancora – la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti. Continuano a essere consentite le attività delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, nei limiti e alle condizioni di cui al periodo precedente”.

“Sono sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza, nonché centri culturali, centri sociali e centri ricreativi”, si legge ancora nella bozza su cui si stanno confrontando governo ed enti locali. E’ consentito – si specifica – svolgere attività sportiva o attività motoria all’aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ove accessibili, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività salvo che non sia necessaria la presenza di un accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti”.

Le scuole superiori adotteranno una Dad pari al 75% delle attività e dunque un 25% in presenza su tutto il territorio nazionale, uniformando le ordinanze regionali. “Fermo restando che l’attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza, le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica, incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata, per una quota pari al 75 per cento delle attività, modulando ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9.00″.

Niente più banchetti e ricevimenti dopo matrimoni, comunioni e battesimi. “Sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto – si legge nel documento – ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose”, si legge ancora nella bozza del Nuovo Dpcm di Conte.


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