Cabras, scontro tra diportisti per il molo in località Mare Morto

I soci di Adina chiedono l'intervento del sindaco e sporgono denuncia alle forze dell'ordine

CABRAS. Scontro tra diportisti a Cabras. L'associazione che gestisce il molo a San Giovanni di Sinis pronta a ricorrere alle vie legali. tutto ciò a causa di un episodio accaduto sabato 19 Settembre intorno alle 19, presso lo scalo di alaggio realizzato dall'Associazione diportisti Nautici (Adina) di Cabras in località Mare Morto di San Giovanni di Sinis, in un’area oggetto di specifica concessione demaniale, che ha suscitato la rabbia della società che ha in gestione il molo. Alcuni testimoni, che poi insieme ad Adina hanno deciso di sporgere una denuncia presso le forze dell'ordine, hanno riferito come un folto gruppo di persone, sconosciute e non appartenenti all'Adina di Cabras, fosse sbarcato da alcuni natanti sui moli a mare di proprietà della stessa Associazione.

Queste persone si sarebbero trattenute a lungo nei moli senza indossare le mascherine e ignorando il rispetto anche delle altre più elementari normative sulla sicurezza. Nel frattempo un grosso fuoristrada, come riferisce il presidente di Adina Ivo Zoccheddu, sarebbe stato stato parcheggiato di fronte allo scalo di alaggio, impedendone l’utilizzo ai soci, così come contemporaneamente risultava impedito l'utilizzo del molo. Tutto ciò durante il momento di maggior traffico di rientro delle imbarcazioni dei soci, «cioè di chi ha pagato per la costruzione dello scalo e dei relativi moli, di chi paga per le continue manutenzioni dei beni appena descritti, di chi paga regolarmente per il mantenimento delle concessioni demaniali e per assicurare - ha scritto lo stesso Zoccheddu in una nota - la costante erogazione dei servizi gestiti (da circa trent’annì) dall'Adina».

«Questa situazione si è protratta per una quarantina di minuti, sino a quando, considerato il disagio prodotto ai soci, due dirigenti dell'Adina si sono avvicinati allo scalo per chiedere cortesemente che venisse liberato il passaggio e il molo in tempi accettabili. Come riferiscono i testimoni, a tali dirigenti non è stato nemmeno concesso di esprimersi, considerato che sono stati immediatamente offesi con frasi irripetibili e minacciati da una persona che gridava di poter fare quello che voleva perché in possesso dell'autorizzazione dell'Area Marina Protetta Penìsola del Sinis-Isola dì Mal di Ventre - continua la nota -. Adina ha sempre concesso I'uso delle proprie strutture a chi lo ha richiesto con la dovuta educazione e assicurando il necessario rispetto per i beni dei quali veniva concesso l'uso. Per evitare che si ripetano situazioni di questo tipo, causa di evidenti pericoli, ci troviamo costretti a richiedere l’intervento preventivo delle istituzioni, che potrebbe essere esercitato anche attraverso un’adeguata attività informativa. In questo senso, invitiamo cortesemente a informare le persone, le società, le associazioni che collaborano con l’Area Marina (a noi tuttora sconosciute) che gli scali di alaggio di Mare Morto e di Portu Suedda sono di proprietà dell'Adina e che il loro utilizzo può essere concesso solo dai legittimi titolari della concessione, non da altri soggetti. L'associazione ha inviato al sindaco di Cabras tre note con le quali si chiedeva la convocazione di una riunione urgente, necessaria per chiarire e per risolvere le numerose problematiche inerenti alla gestione degli scali di alaggio a mare, in particolare dello scalo di Mare Morto, prospiciente il campo boe per l’ormeggio gestito dall’AMP, dei servizi che l’Adina di Cabras assicura agli ormeggianti nel campo boe di Mare Morto. Purtroppo alle note sopra citate non il Sindaco di Cabras non ha ancora fornito alcuna risposta».

Fonte: La Nuova Sardegna

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