Cagliari, l’odissea di una famiglia: “Barricati in casa con i sintomi del Covid, niente tamponi”

“Barricati in casa otto giorni in attesa dei tamponi”. Si può riassumere così il racconto-denuncia fatto da Silvia L., 39enne cagliaritana, a Casteddu Online. Una febbre inaspettata che colpisce una delle sue due figlie, poi la nausea e l’astenia per lei e il marito e un’attesa, snervante, dei tamponi che dovranno stabilire se nel nucleo familiare ci siano, o no, casi di Coronavirus. Ma cosa è successo? “Il 14 settembre una delle nostre due figlie ha avuto la febbre, è arrivata sino a 39,3. Ho subito chiamato la pediatra”, racconta la donna, “lei ha subito la segnalazione del caso all’Ats, da quanto ho capito per poter richiedere i tamponi. Due giorni dopo anche io e mio marito siamo stati male: niente febbre, ma nausea e una forte astenia. Ho telefonato all’Ats per sollecitare i tamponi, mi è stato risposto che se ne doveva occupare la pediatra. Quando gliel’ho detto, lei è rimasta basita perché mi ha detto di non avere gli strumenti per poter fare i solleciti, ha solo potuto chiamare anche lei al numero verde, ma non ha ottenuto nessuna risposta”. Nel frattempo, i giorni passano: “Su consiglio della pediatra siamo rimasti in isolamento fiduciario. I nostri parenti ci hanno aiutato con il cibo, portando le buste della spesa sino al pianerottolo, ma senza avvicinarsi”. La paura della famiglia di un possibile contagio Covid aumenta: “Tra fine agosto e inizio settembre siamo stati in vacanza nel nord Sardegna, prima a San Teodoro e, poi, a Cala Liberotto”. Una porzione dell’Isola dove, nelle ultime settimane, i casi di Coronavirus hanno registrato un deciso aumento.

L’attesa per i tamponi va avanti: “Sabato scorso ho richiamato e l’operatrice mi ha garantito che avrebbe mandato un sollecito agli uffici. Solo oggi, dopo otto giorni, abbiamo ricevuto la telefonata che tanto aspettavamo: verranno a farci i test in giornata e gli esiti dovrebbero arrivare entro le prossime 48-72 ore”. Un maxi sospiro di sollievo, quindi, “l’operatrice si è scusata per questa lunga attesa”, che però non soddisfa del tutto Silvia L.: “Io e mio marito non siamo potuti andare a votare, ovviamente, e mia figlia dovrà saltare i primi giorni di scuola e dovrò anche ottenere un certificato che attesti la sua negatività al Coronavirus. Se questi sono i tempi di attesa per dei tamponi, anche alla luce del fatto che le scuole hanno riaperto, ci aspetta davvero un inverno difficile”.

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